il lavoro nella prima metà del 2026, raccontato dai numeri

Se aumentano i numeri del lavoro in Friuli Venezia Giulia, dietro a 14.600 nuovi lavoratori su base annua resta una dinamica consolidata: un consistente divario di genere. Mentre il tasso di occupazione regionale per i maschi supera il 77 per cento, le femmine si attestano su quasi 12 punti percentuali in meno. Differenti stipendi e differenti numeri tanto nelle nuove assunzioni quanto in quanti entrano nel mondo del lavoro indipendente. A fare il punto della situazione della prima metà del 2026 con un’elaborazione su base dati Istat è il ricercatore dell’Ires Alessandro Russo.
Su con l’occupazione
Nel primo semestre del 2026 il numero di occupati in Friuli Venezia Giulia stimato dall’Istat è stato in media
pari a 539.700 unità, 14.600 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (2,8 per cento in più). La crescita osservata ha riguardato in misura maggiore la componente maschile (9.200 unità in più su base annua, pari a un aumento del 3,2 per cento), rispetto a quella femminile (5.400, ovvero il 2,3 per cento). Si parla sia di lavoro dipendente (+12.000 unità, un 2,8 per cento), sia indipendente (2.600 unità in più, il 2,6 per cento). Per quanto riguarda i settori, si è registrata una dinamica particolarmente positiva per le costruzioni (9,3 per cento in più) e per il comparto turistico che comprende commercio, alberghi e ristoranti (aumento del 5,3 per cento). Il tasso di occupazione regionale (tra 15 e 64 anni) nel secondo trimestre del 2026 si è attestato al 71,4 per cento, mantenendo un significativo divario di genere: 77,1 per cento per i maschi contro il 65,7 per cento delle femmine.
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In calo la disoccupazione
Le persone in cerca di occupazione (tra 15 e 74 anni) erano 23.700 nel primo semestre 2026, in diminuzione su
base annuale (2.100 in meno rispetto al 2025), come risultato di due dinamiche contrapposte: da un lato il significativo calo dei disoccupati maschi (3.700 in meno), dall’altro un incremento contenuto delle femmine (1.600 in più). Il tasso di disoccupazione si attesta al 4,2 per cento: 5,1 per le donne, 3,5 per gli uomini. All’aumento delle disoccupate fa da contraltare la rilevante diminuzione delle donne inattive (con un’età compresa tra 15 e 64 anni), ossia che non lavorano e nemmeno sono impegnate nella ricerca di un nuovo impiego (8.500 in meno).
Sempre più partite Iva
Sempre nel primo semestre del 2026 il numero di aperture di partite Iva in regione è stato pari a 5.315, un dato
in crescita del 3,6 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (186 aperture in più). A livello nazionale, per contro, l’incremento è molto più modesto (0,4 per cento). Primeggia Pordenone (+13,5 per cento, 163 aperture
in più), seguita da Trieste (in aumento del 4,2 per cento). Stabile l’andamento a Udine (0,3 per cento d’aumento), in calo Gorizia (meno 5,2 per cento).
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