Marche

il cliente rifiuta la prestazione e viene rapinato



PESARO – La escort non era quella delle foto, il cliente a quel punto rifiuta ma viene rapinato. Ieri davanti al collegio di Pesaro la prima udienza per un uomo e una donna accusati di rapina in concorso con la minaccia delle armi. Tutto era partito dalla volontà di un pesarese sulla cinquantina di avere un fine settimana nel segno della trasgressione. Aveva cercato online una escort e tra le varie possibilità offerte da social e chat la scelta era ricaduta su una giovane sudamericana di 29 anni, residente a Pesaro in zona mare. Contattata tramite social, il cliente aveva fissato l’appuntamento. Tutto sembrava promettere bene.

Accordatisi per il prezzo e la modalità, l’uomo si era presentato a casa della giovane in pieno giorno, all’ora di pranzo. Ma la situazione sarebbe stata molto diversa da quella prospettata, provocando in lui una forte delusione. Le foto della donna pubblicate online non corrispondevano alla realtà e così le fantasie dell’uomo erano all’improvviso evaporate, in particolare rispetto ad alcuni particolari fisici richiesti e non riscontrati. Tanto da declinare la prestazione e decidere di non consumare il rapporto. Il pesarese era pronto ad andarsene, ma la donna pretendeva comunque dei soldi per la chiamata . Ma l’uomo si sentiva ingannato dalle foto e non voleva pagare.

A quel punto era spuntata fuori un’altra persona: un equadoregno di 23 anni che si era presentato armato di un attrezzo da cucina e aveva minacciato il cliente mancato intimandogli di pagare la ragazza in ogni caso. «Glielo devi per il disturbo» in pratica. Di fronte all’arma il pesarese si era visto costretto a dare 30 euro per evitare guai peggiori.

Ma una volta fuori dall’abitazione, il 50enne aveva chiamato i carabinieri denunciando tutto quanto era accaduto. I militari della compagnia di Pesaro a quel punto erano intervenuti nell’appartamento. La donna era già scappata ma avevano arrestato il ragazzo dell’Equador con l’accusa di rapina in concorso. Nell’abitazione i carabinieri avevano successivamente trovato decine di preservativi, chiaro segnale dell’attività che veniva svolta in quell’abitazione.

E soprattutto svariate migliaia di euro, anche quelle in parte ritenute provento dell’attività di escort della giovane. I due erano arrivati a Pesaro dal varesotto. Il collegio ieri nell’udienza di apertura ha ammesso i testi e il dibattimento entrerà presto nel vivo.




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