Veneto

Tarzia chiede chiarezza sui principi costituzionali


Continua a far discutere il tema della Camera arbitrale islamica italiana: la Procura di Padova avrebbe aperto un fascicolo di indagine, senza indagati né ipotesi di reato, sull’ente che si occuperebbe della risoluzione di controversie civili e commerciali in base ai principi della Shari’a, la legge sacra dell’Islam. Si tratta di una risposta all’esposto presentato da Francesco Minutillo, di Futuro Nazionale, e di uno presentato qualche giorno fa alla stessa Procura da parte dell’europarlamentare leghista Anna Maria Cisint.

Le dichiarazioni di Luigi Tarzia

Il tema ha raggiunto la stampa nazionale, vedendo anche una presa di posizione di Matteo Salvini, e fa discutere molto anche in città. Sulla questione è intervenuto anche Luigi Tarzia, capogruppo cittadino di Unione di Centro: «È significativo che sia la stessa comunità islamica a prendere le distanze e a disconoscere questa iniziativa. Una vicenda che sta sollevando interrogativi politici e sociali ben oltre i confini cittadini. Della vicenda se ne è occupato il parlamento europeo e sono state presentate delle interrogazioni ai dei ministri. È una tematica che può avere possibili ripercussioni sulla coesione sociale e sulla stessa immagine di Padova. L’assessore Diego Bonavina ha dichiarato: “Se è costituita secondo il Codice di procedura civile c’è poco da fare”. Ma davvero la questione poteva esaurirsi con questa considerazione ci siamo chiesti in molti?»

«Il rispetto delle procedure è fondamentale, ma amministrare una città significa anche interrogarsi sulle implicazioni di queste iniziative per la convivenza civile, sulla tutela dei principi costituzionali e sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Stamane ci viene in soccorso l’intervista pubblicata al costituzionalista Mario Bertolissi che offre ulteriori spunti di riflessione sulla compatibilità di queste iniziative con i principi del nostro ordinamento. È un tema che merita un approfondimento serio, senza conclusioni affrettate, ma anche senza liquidare la questione con una semplice risposta procedurale», continua Tarzia. 

«Secondo Bertolissi intanto il richiamo alla norme del codice di procedura civile non possono valere come richiamo giustificativo. Il garantismo è un principio irrinunciabile dello Stato di diritto, ma non può diventare un alibi per rinunciare ad approfondire i problemi. Quando si amministra una città, occorre guardare a 360 gradi, considerando non soltanto gli aspetti tecnici, giuridici e procedurali, ma anche le conseguenze sociali e istituzionali. Padova merita risposte chiare, una valutazione completa e la tutela dei principi costituzionali», conclude.


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