Il clan voleva arrivare ai vertici dell’Amtab
Michele De Tullio voleva la promozione all’interno dell’Amtab, per andare a parlare con i vertici, “dobbiamo andare sopra”. C’è anche questo nelle migliaia di ore di conversazioni intercettate nell’ambito della maxinchiesta Codice Interno che a novembre 2024 ha svelato un proficuo accordo tra mafia, politica e imprenditoria barese, macchinato dall’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri, condannato a 9 anni di reclusione con il rito abbreviato per voto di scambio politico mafioso e tentata estorsione.
Nei faldoni dell’indagine, coordinata dai pm antimafia Fabio Buquicchio e Marco d’Agostino, una buona parte è dedicata alle infiltrazioni della famiglia mafiosa Parisi nei ranghi dell’Amtab dove tutti i pregiudicati di spessore avevano un contratto a tempo indeterminato. Lo ha chiarito oggi durante l’udienza del processo con il rito ordinario a 15 persone, tra le quali la moglie di Olivieri, Maria Carmen Lorusso e suo padre l’ex oncologo Vito Lorusso, uno dei poliziotti che hanno condotto le indagini, leggendo in aula ampi stralci delle intercettazioni ambientali fra Michele De Tullio, il fratello del boss Savinuccio, Massimo Parisi e un altro uomo a loro legato.
Conversazioni che raccontano del loro strapotere all’interno della municipalizzata, sotto commissariamento a seguito dello scandalo giudiziario: “aggiustavano vicende all’interno dell’Amtab, risolvevano dissidi tra i dipendenti”, ha detto facendo anche i nomi dei parenti del clan segnalati per lavorare come ausiliari della sosta durante la Fiera del levante, a settembre 2018. Tra questi la stessa figlia di Massimo Parisi, la sorella e la fidanzata di Tommaso Lovreglio: “Io l’ho fatta la Fiera – si sente dire a Tommaso Lovreglio – e l’ho fatta per tanti anni, so come funziona”.




