Idles – Live @ Sequoie Music Park (Bologna, 04/07/2026)

Era da qualche anno che non avevamo l’occasione di vedere gli Idles dal vivo: il ricordo va ancora a quel venerdì sera di metà febbraio del 2018, quando la band di Bristol, già comunque esplosa, suonò al Covo Club di Bologna all’interno dell’Inverno Fest con i mantovani Bee Bee Sea e Dots come opening-act.
Altri tempi e ovviamente anche altro pubblico: da quella prima volta in cui avemmo l’occasione di ascoltarli live (e in un posto così “intimo”), oggi passiamo a una folla enorme (salvo qualche posto nelle tribune laterali poste in fondo alla venue, non c’è uno spazio libero!), quella del Parco Delle Caserme Rosse, ma il minimo comune denominatore porta sempre il nome di Bologna (non a caso tra il pubblico troviamo anche James Colgan, uno dei soci del Covo Club).
La formazione inglese è per ora ferma al suo quinto LP, “Tangk“, uscito a febbraio 2024 per Partisan Records, che ha già portato in un paio di occasioni anche qui in Italia, ma – stando alle voci di corridoio – il prossimo anno dovrebbe arrivare un nuovo full-length da parte di Joe Talbot e compagni che, stando a recenti dichiarazioni del chitarrista Mark Bowen, dovrebbe segnare un “ritorno alle origini“.
La setlist di stasera pesca senza distinzione da tutti i cinque loro album per la gioia dei numerosissimi fan emiliani, ma allo stesso tempo, quando alle nove e quaranta gli Idles salgono sul palco, ecco una gradita sorpresa, la nuova “Levitator”, un brano inedito che dovrebbe far parte del loro prossimo lavoro: dopo il debutto al Primavera Sound di Porto, il pezzo è stato suonato praticamente in ogni loro successivo concerto. Nonostante sia ancora relativamente sconosciuta, la canzone suscita subito i primi handclapping da parte dei presenti con quei suoi riff cattivi e pesanti, quella atmosfera post-punk cupa e il sax baritono di Colin Webster che aggiunge ulteriore adrenalina.
Per fare un tuffo indietro nel tempo ecco subito dopo “Never Fight A Man With A Perm”, uno dei numerosi inni punk che gli Idles sono riusciti a scrivere in questi anni: anche qui i riff delle sei corde di Bowen e di Lee Kiernan dominano totalmente con la loro aggressività che supporta perfettamente l’intensità vocale di Talbot. Una bomba e un’incitazione al pogo per il pubblico felsineo.
Ogni secondo che passa è una vera e propria pettinata, con la cattiveria dei suoni del gruppo di Bristol che arriva dritto in faccia e ci esalta in questa pur ancora calda serata, come dimostra anche la violenza di “Mr Motivator”, dove il basso di Adam Devonshire si trasforma in adrenalina dura e pura.
Dopo aver ringraziato la città di Bologna per l’amore che continua a dimostrare alla sua band e aver lanciato i cori “Free, free Palestine” durante “The Wheel”, subito ripresi dai fan, ecco “Divide And Conquer” – “una canzone antifascista” – che fa uso di elettronica come delle chitarre ed è un mix tra eccitazione e cattiveria.
Molto più elettronica e saltellante, invece, la successiva “Pop Pop Pop”, che comunque ci fa ballare con i suoi beat, mentre “1049 Gotho” è una fragorosa esplosione melodica ricca di sei corde e con una sezione ritmica incredibilmente intensa.
Mentre il pubblico emiliano intona il coro “siamo tutti antifascisti“, ecco un altro incredibile inno della discografia degli Idles, “I’m Scum”, che vede Bowen e Kiernan andare a suonare in mezzo alla folla: impossibile resistere al suo ritornello e l’adrenalina sale a livelli indescrivibili
Dopo la melodia elettronica riflessiva e malinconica di “The Beachland Ballroom”, ecco un altro inno, quello che probabilmente tutti stavano aspettando con maggiore fervore: stiamo ovviamente parlando di “Danny Nedelko”, la canzone che prende il nome dal frontman degli Heavy Lungs, grande amico di Talbot: molto difficile descrivere l’atmosfera, la gente balla e canta con la band e una piccola rivoluzione sta esplodendo nel cuore di ognuno dei presenti. Davvero qualcosa di incredibile e di intenso.
E’ poi “Rottweiler” a chiudere la serata con grande fervore e ottime sensazioni melodiche, per poi lasciare spazio a Bowen che si lancia in un’improbabile cover di “My Heart Will Go On” di Celine Dion, per il divertimento del pubblico, e ai soliti esaltanti cori “free, free Palestine“.
L’ennesima esperienza unica e irripetibile che questa band ci sa dare ogni volta: gli Idles riescono a farci divertire ed esaltare con la loro rumorosa rabbia punk, ma allo stesso tempo sanno come parlare al cuore dei fan di argomenti forti e importanti, schierandosi politicamente senza paura alcuna. Ce ne fossero di band come questi inglesi!
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