Cultura

Luca Barachetti – Rilascio: Come si suona una carriola? :: Le Recensioni di OndaRock

Dalla poesia alla sound art

Luca Barachetti, bergamasco classe 1983, è un poeta, musicista e performer che ha fatto dell’arte un compendio di letteratura, musica, avanguardia e sperimentazione che ha come scopo ultimo quello di comunicare la propria personalissima visione del mondo e di rendere percepibili i dialoghi intimi del proprio io. Esordisce con “White Out” (2016), realizzato con Enrico Ruggeri Zambaiti, in cui declama, su basi post-rock, testi che descrivono un’umanità schiava del denaro e del mercato, impotente di fronte all’ideologia della crescita infinita e annichilita da desideri indotti che non potranno mai essere soddisfatti.

Nel 2018 pubblica “Fuoco prendi tutto”, raccolta di poesie ispirate ai frammenti di Eraclito. Nel 2021 la diagnosi di una patologia neurodivergente lo costringe a una pausa, ma anche a una maggiore riflessione su sé stesso e sul ruolo dell’arte. Il suo secondo Lp, “Rilascio”, diviso in otto parti, nasce quindi da una strada estremamente in salita che lo porta a scoprire la musica come materia sonora da esplorare dalle sue basi.

La carriola come strumento musicale

Disco per “carriola modificata”, “Rilascio” potrebbe essere uno dei lavori contemporanei più coraggiosi e radicali nell’ambito della sound art, della musica oggettuale o della musica concreta. Barachetti prende una vecchia carriola usurata da vari anni di lavori in cantiere, la arricchisce con microfoni, pedali da chitarra, fili di acciaio tra i manubri e un mixer. La carriola, toccata, battuta, percossa, strisciata, emette suoni e timbri sempre diversi (anche a causa della sua continua usura) e difficili da prevedere, rendendo il lavoro di Barachetti difficilmente replicabile. Suonare un oggetto non musicale, quindi che non produce note nel senso comune del termine, rende chiaro come “Rilascio” sia soprattutto un lavoro di arte performativa.

Un dialogo tra corpo e materia

“Rilascio” è un continuo dialogo serrato tra due corpi, uno in carne e ossa (l’autore), l’altro metallico (la carriola), che hanno in comune il loro continuo disfacimento, che avviene nello stesso modo, ma a differenti velocità. Questo dialogo tra un oggetto e un essere cosciente è quindi una riflessione sulla morte, che non va intesa solo come la fine del singolo individuo, ma come il disfacimento inesorabile a cui ogni forma di materia va costantemente incontro. Un’opera concettuale di puro rumore che, in certi momenti, mantiene comunque un legame vago con la musica tradizionale, come in “Rilascio 001”, in cui un battito che si ripete mantiene il tempo, come a dare all’ascoltatore la possibilità di avere coordinate alle quali appigliarsi in un mondo sonoro totalmente alieno, o in “Rilascio 008” dove un’intro dark-ambient apre agli scenari più oscuri e diretti dell’opera di Barachetti.

05/07/2026


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »