Marche

i malviventi incappucciati ripresi dalle telecamere

CIVITANOVA – Ci hanno provato per oltre un quarto d’ora ad entrare all’interno dello stabilimento balneare Attilio, lungomare centro. Hanno forzato cinque porte a scorrimento sui tre lati, eccetto quello della strada. Ma i due malviventi, un uomo e una donna con il volto travisato da cappucci, non sono riusciti nell’intento. Tutta l’azione è stata ripresa dalle immagini dell’impianto di videosorveglianza dello chalet, un filmato che parte alle 4.44 e si conclude intorno alle 5 di ieri mattina. Danneggiati gli infissi, che dovranno essere sostituiti.

Lo sfogo

«Un’altra spesa, l’ennesima – dice sconsolato Giuseppe Montanari, conosciuto da tutti in città come Peppe Titto – ho fatto portare una branda con materasso, questa notte dovrò dormire qui». La coppia ha usato un utensile da carpentiere, probabilmente un martello da chiodi a due teste per provare a forzare gli ingressi. I danni sono ben visibili, gli infissi piegati. «Ho messo alcuni accorgimenti, dei chiavistelli che impediscono lo scorrimento delle due ante delle porte – continua il balneare – sono 31 anni che faccio questo lavoro e ne ho viste di tutti i colori. L’esperienza mi ha insegnato molto, senza quei fermaporte sarebbero riusciti ad entrare. Però sono stanco. Di notte in spiaggia passano di tutti: comunitari, extracomunitari, barbari, Unni. Io pago fior di tasse allo Stato che deve garantire la sicurezza. È necessario un servizio specifico per la spiaggia, il lungomare non finisce sulla strada, c’è tutta l’area che va dal marciapiede fino al bagnasciuga da controllare. Non chiedo chissà che cosa, almeno due persone che passano sulla spiaggia avanti e indietro. Considerando che abbiamo Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Locale e Capitaneria di Porto penso si possa fare». Montanari ha perso il conto delle incursioni allo stabilimento tra furti, atti vandalici, ubriachi, senzatetto che dormono in spiaggia. «Quante volte sono intervenuto ma il mio compito è fare i cappuccini, non vigilare sulla mia proprietà. Anche perché le disposizioni di legge indicano chiaramente che sulla spiaggia la vigilanza deve essere armata. Dunque devono essere le forze dell’ordine a garantirla». Un problema comune a tutte le località costiere. «Però a Rimini hanno istituito un servizio alternato tra tutte le forze dell’ordine con moto e quad da spiaggia. A San Benedetto la cooperativa dei balneari, paga un servizio di vigilanza armato privato. Siamo solo a maggio, la stagione è lunga». Parlando con altri colleghi, c’è chi ha riconosciuto quell’uomo e quella donna come gli stessi autori di un altro tentato furto in un altro stabilimento un po’ più a nord. «La Polizia, a cui ho denunciato il fatto, è stata molto disponibile e collaborativa. Confronteranno le immagini con quelle delle telecamere sulla strada per identificare gli autori. Però servirebbe un servizio mirato sulla spiaggia».




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