«La visita non è gradita, sequestrati nostri concittadini»
ANCONA Il sindaco respinge la richiesta di visita dell’ambasciatore israeliano Jonathan Peled. «Dopo gli ultimi fatti che coinvolgono cittadini italiani, e il sequestro dei tre anconetani, non ci sono le minime condizioni per un incontro» riferisce Silvetti. Il diplomatico dislocato a Roma, infatti, sarebbe dovuto arrivare ad Ancona venerdì della prossima settimana – 29 maggio – per un incontro istituzionale «sui temi delle politiche economiche del mare» spiega il sindaco.
L’escalation
Ma nel frattempo le vicende geopolitiche hanno preso una piega assai problematica. Prima il sequestro di 29 attivisti della Global Sumud Flotilla (che da oggi dovrebbero intraprendere il viaggio di rientro nei paesi di origine) in acque internazionali da parte della Marina israeliana, tra cui: il regista anconetano Marco Montenovi; il docente del liceo Rinaldini, Vittorio Sergi di Senigallia, e il concittadino Maurizio Menghini. Poi le immagini che hanno fatto il giro del mondo, con il ministro della Difesa israeliano Ben Gvir che insulta e inveisce contro alcuni manifestanti, tra cui cittadini italiani, mentre vengono maltrattati dai militari iseaeliani. Un’escalation di tensione tra Italia e Israele che ha portato anche le massime cariche del governo nazionale italiano a condannare quanto accaduto. Pertanto Silvetti ha ritenuto inevitabile chiudere le porte della città all’ambasciatore Peled. «Abbiamo inviato una lettera alla sua segreteria in cui spieghiamo che la visita dell’ambasciatore, in questo momento, non è adeguata. Non solo per questioni di sicurezza e incolumità, ma soprattutto per quanto sta accadendo. C’è bisogno, da parte mia come sindaco e della mia maggioranza di governo comunale, di una presa di posizione netta e senza troppi contorsionismi». E infatti, in maggioranza, l’azione intrapresa dal sindaco non ha incontrato voci in controcanto. «Uniti e compatti con il sindaco – ha esclamato il suo vice, Zinni – è inaccettabile quanto sta accadendo». In maniera molto laica, il numero due di Palazzo del Popolo fotografa anche il comportamento della Marina israeliana nei confronti degli attivisti della Flotilla: «Al di là della valenza politica, va condannato». E aggiunge: «Un arresto esagerato – riferendosi all’atto ignobile di fare inginocchiare i contestatori – nei confronti di persone, tra cui anche italiani, che si limitavano a manifestare in un modo assolutamente immeritevole di un tale comportamento». Anche dalla Lega arriva il sostegno a Silvetti: «Sicuramente, in questa situazione, non è il momento più opportuno per fare visite istituzionali. Prima torniamo a parlare di pace». Dal Pd è la capogruppo in consiglio regionale, Valeria Mancinelli (ex sindaca di Ancona), ad esprimersi: «Concordo con Silvetti perché è utile dare un segnale chiaro. Non contro Israele, ma contro il governo attuale per ciò che sta facendo».
Le azioni
Il diniego di Silvetti alla richiesta di incontro dell’ambasciatore Peled non è l’unica azione che il sindaco è intenzionato a intraprendere. «Ne parleremo anche in Anci (di cui è vicepresidente vicario, ndr) affinché si faccia sistema» dice. In sostanza, se Peled ha in programma di effettuare incontri istituzionali con altri Comuni italiani, Silvetti vorrebbe che pure gli altri suoi colleghi rispondessero: «No, grazie». «Perché è evidente che c’è un’insofferenza che sta diventando disgusto nei confronti del video che ritrae il ministro israeliano che inveisce contro i ragazzi fermati dai militari». E per l’ambasciatore Peled, Ancona è off limits.




