Ascoli, scoperti dai carabinieri oltre 2 chili di marijuana, un fucile e della refurtiva: condannato
ASCOLI – Si è chiuso con una condanna a un anno e dieci mesi il procedimento a carico del 25enne originario di Valle Castellana, arrestato la scorsa estate dai carabinieri nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Teramo per detenzione di sostanze stupefacenti e possesso illegale di armi. Il giovane, difeso dall’avvocato Umberto Gramenzi, è stato assolto dall’accusa di ricettazione.
La vicenda giudiziaria parte da una serie di furti registrati tra il Piceno l’Abruzzo, che avevano insospettito gli investigatori. Nel luglio del 2025, l’attenzione degli inquirenti si era concentrata sul 25enne, dopo l’ennesima denuncia, dando avvio a un’attività investigativa culminata nella perquisizione eseguita dai militari della stazione di Civitella del Tronto. Decisive le informazioni fornite da un familiare, che avevano consentito ai carabinieri di individuare l’abitazione del giovane, diversa da quella formalmente dichiarata. Al momento dell’arrivo dei militari, il 25enne si sarebbe barricato all’interno dell’immobile, rendendo necessario l’intervento forzato per l’accesso. Una volta entrati, i carabinieri avrebbero scoperto un ingente quantitativo di materiale ritenuto provento di furto: attrezzature da lavoro, elettrodomestici, dispositivi elettronici, utensili professionali da cucina, motoseghe, computer, bilance e batterie. Durante l’ispezione era stato rinvenuto anche un fucile da caccia Benelli calibro 12 risultato rubato, oltre a due lampade utilizzate per l’essiccazione della marijuana. All’interno di un frigorifero spento, i militari avevano inoltre sequestrato 2,1 chili di marijuana, insieme ad altri 121 grammi della stessa sostanza, un grinder e due bilance elettroniche con tracce di stupefacente. Per il giovane era scattato l’arresto in flagranza. Dopo alcuni mesi di detenzione, gli erano stati concessi i domiciliari, ma una successiva violazione delle prescrizioni aveva portato al suo rientro in carcere. Solo in un secondo momento era stato trasferito di nuovo in regime di libertà vigilata. Il giudice ha emesso la sentenza, disponendo la scarcerazione dell’imputato.




