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Hamas cambia volto: Mohammed Awda verso la guida delle Brigate al-Qassam

La fase attuale del conflitto a Gaza sta determinando una profonda riconfigurazione interna delle strutture militari di Hamas, in particolare del suo braccio armato, le Brigate Izz al-Din al-Qassam. Le perdite accumulate ai vertici della catena di comando, conseguenti a operazioni israeliane di targeting mirato, hanno innescato una rapida riallocazione delle responsabilità operative e strategiche. In questo scenario, il nome di Mohammed Awdas sembra emergere come figura centrale nella probabile successione alla guida militare, segnando un possibile spostamento verso una leadership più tecnica.

Cosa sappiamo di Mohammed Awda: formazione, rete interna e ascesa silenziosa

Secondo fonti regionali, la traiettoria di Mohammed Awda si sviluppa all’interno delle strutture di Hamas sin dalle sue fasi formative, con un coinvolgimento risalente alla prima intifada del 1987 e una successiva integrazione durante la seconda intifada. La sua crescita all’interno dell’apparato militare non è legata alla visibilità sul campo, ma piuttosto a un progressivo consolidamento nei comparti informativi e analitici, dove, “probabilmente “, avrebbe costruito una reputazione di profilo tecnico altamente specializzato.

All’interno delle Brigate al-Qassam, Awda pare abbia ricoperto un ruolo chiave nella direzione dell’intelligence militare nella Striscia di Gaza, con responsabilità che includevano la raccolta, l’elaborazione e la valutazione d’informazioni sensibili relative alle posture militari israeliane lungo il perimetro di confine. Fonti lo descrivono come una figura meticolosa, orientata all’analisi strategica più che all’azione tattica diretta.

Nel corso degli anni, la sua posizione si sarebbe consolidata anche grazie alla fiducia di diversi comandanti del consiglio militare, soprattutto dopo le eliminazioni di figure apicali come Mohammed Deif e Mohammed Sinwar. Awda è stato coinvolto nei tentativi di ridefinizione dell’architettura interna delle Brigate, in un processo di adattamento alle perdite subite.

Il ruolo nell’intelligence e la centralità nella ristrutturazione post-7 ottobre

La rilevanza di Mohammed Awda si è ulteriormente rafforzata dopo il 7 ottobre 2023, quando il suo ruolo di responsabile dell’intelligence militare lo ha collocato al centro della gestione informativa dell’organizzazione in una fase di conflitto ad alta intensità. Avrebbe avuto accesso a dossier altamente sensibili sulle capacità di sorveglianza e contro-sorveglianza.

Un elemento distintivo della sua attività riguarda lo studio delle vulnerabilità del dispositivo militare israeliano nella “area di Gaza envelope”, con particolare attenzione alle dinamiche operative lungo la linea di separazione. Le informazioni raccolte sarebbero state integrate nei processi decisionali del comando militare.

La sua reputazione interna è quella di una figura riservata, estremamente attenta alla sicurezza personale e poco incline all’esposizione pubblica.

Verso la leadership: continuità strategica e profilo di resilienza

La possibile ascesa di Awda alla guida delle Brigate al-Qassam s’inserisce, per gli analisti, in una logica di continuità strategica più che di rottura, in un ambiente segnato dall’eliminazione di figure apicali e dalla necessità di stabilità del comando militare.

Pur avendo ricevuto in passato offerte per posizioni di vertice, Awda avrebbe preferito mantenere il controllo diretto dell’intelligence, segno di una leadership orientata alla gestione tecnica della guerra asimmetrica.

Il suo percorso è inoltre marcato da

tentativi di eliminazione mirata e perdite familiari dovute ai bombardamenti, elementi che avrebbero rafforzato la sua posizione interna come figura di riferimento nella fase di ristrutturazione dell’organizzazione.


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