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Giulia Terzi: «Da mamma e atleta nelle medaglie di Francesca Lollobrigida vedo un ottimo lavoro in entrambi i ruoli e nessuno dei due va sminuito»

Quando lo spiega lo fa con un sorriso e una gioia che raccontano l’amore come il messaggio postato su Instagram nel giorno della festa della mamma. «Vi ho stretto per la prima volta e ho capito che niente sarebbe più stato come prima. Edoardo, sei la fotocopia della tua mamma, tosto, deciso e con la testa dura come il marmo. I tuoi occhioni grandi conquistano chiunque ti guardi, ma io proteggerò per sempre il tuo sguardo furbo che mi dice “mamma ultimo liblo” (dopo che l’abbiamo già letto almeno dieci volte)…Tu mi hai insegnato che le cose semplici sono le migliori. Scusami se mi hai trovato una mamma inesperta, con mille paure e alle volte non pronta, ma insieme ci siamo presi per mano e abbiamo imparato tutto!…Filippo, sei stato il desiderio più grande e un meraviglioso regalo. Sei stato un guerriero, dal primo istante, e nonostante il tuo cuore buono so che sarai tosto. Non hai trovato una culla nuova, hai trovato una casa vissuta, invasa da trattori e macchinine. Ti addormenti con tuo fratello che ti suona lo xilofono nelle orecchie, ti svegli con lui che urla “ben svegliato Filippo”…Pensavo di essere più pronta con te, più consapevole, ma tu ci hai messo un bel carico e ancora non lo sono. Ti addormenti rigorosamente sul divano appoggiato al mio petto, stringendomi una ciocca di capelli. O stringendo la mia gamba, da koala. E forse, da lì, è partito tutto, da quando un’ostetrica mi ha detto “nonostante tutto lui non vuole staccarsi dalla sua mamma, è un piccolo koala”. Ecco, io sarò sempre pronta ad essere il tuo eucalipto e ad accarezzare le tue guanciotte».

Dopo il 2024, dopo le Olimpiadi, la ripresa è stata difficile?
«Volevo un altro bimbo che è nato a novembre dell’anno scorso e sapevo in partenza che non avrei partecipato al mondiale di Singapore. Ho battezzato il 2025 come un anno tranquillo, dove avremmo cercato il secondo bimbo e dove mi sarei dedicata all’inserimento a scuola con il primo. Sentivo la necessità di fare più la mamma che l’atleta. Dopo anni ci siamo goduti le vacanze d’estate, nonostante il papà avesse il mondiale a Singapore. Lui nuotava, ma io sono riuscita a fare delle ferie in un periodo normale. Quando ho scoperto di aspettare Filippo ho rallentato, nuotavo 3-4 volte a settimana, ho fatto i campionati italiani, sono andata a Napoli con la squadra, non c’erano controindicazioni. Ho smesso con gli allenamenti seri nel mese di luglio: è stata una gravidanza un po’ più complicata rispetto alla prima. Non riuscivo a entrare in acqua perché mi è venuta l’orticaria gravidica, mi riempivo di macchie dalla testa ai piedi: è successo fino al quinto mese. Riuscivo a stare in acqua 45 minuti, poi mi sembrava di bruciare e uscivo piena di macchie. Sono stata ferma fino a settembre, volevo riprendere, ma a ottobre mi hanno ricoverata perché ho rotto il sacco prematuramente. C’era il rischio che il bambino nascesse troppo presto: è nato all’ottavo mese, è stato in osservazione un po’ di più, ma dopo pochi giorni siamo tornati a casa».


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