Giovane lavoratore ancora per strada. «Troppa pioggia e troppo freddo, sono stanco» – Bolzano
BOLZANO. Sono circa duecento – secondo le stime delle associazioni – le persone che vivono all’addiaccio in città. Molte sono in attesa di un posto nell’unico centro di accoglienza ancora aperto dalla fine della stagione invernale. Tra queste c’è Amin – nome di fantasia – che dalla chiusura del centro ex Lemayr vive per strada. Di lavoro fa le pulizie in un importante albergo del capoluogo. Ha una disabilità alle braccia che lo farebbe rientrare nella lista dei fragili, per cui è prevista accoglienza prioritaria, ma non ci sono posti liberi.
Circa dieci giorni fa lo abbiamo intervistato, raccontando la sua storia sulle pagine del nostro giornale. Da lì il suo racconto è stato ripreso da altre testate e raccontato sui social delle associazioni, ma la sua situazione non è migliorata, anzi. «Sono stanco – racconta – Troppa pioggia e troppo freddo». Come lui, tanti altri sono nella stessa drammatica situazione. «Sono partito dal Marocco perché sognavo una vita migliore qui – raccontava nella scorsa intervista – Con la mia invalidità nel mio paese facevo fatica a trovare un lavoro. Per due giorni ho viaggiato sotto un camion. Due mesi fa, sono venuto a Bolzano, dove ho trovato quasi subito un contratto di lavoro, anche se a tempo determinato. Non basta per avere una stanza». (nella foto, il giaciglio del giovane)




