Veneto

fumeria di droga. Il blitz in via De Amicis, a Mestre

Dietro l’apparenza di un normale minimarket etnico, situato in via De Amicis, laterale di via Piave a Mestre, si nascondeva una fumeria abusiva destinata al consumo di sostanze stupefacenti. La scoperta è avvenuta nel corso di un’operazione della polizia locale veneziana, che ha portato alla segnalazione di otto persone come assuntori di droga e alla denuncia della titolare dell’esercizio, una donna di nazionalità nigeriana. Per il negozio non è esclusa, nei prossimi giorni, la sospensione o la chiusura dell’attività per motivi di sicurezza e ordine pubblico.

L’intervento è stato il risultato di un’attività di osservazione durata diversi giorni. Gli agenti avevano infatti raccolto numerose segnalazioni relative a movimenti sospetti attorno al minimarket, caratterizzati da un continuo via vai di persone che entravano nel locale e vi rimanevano per periodi prolungati. Un comportamento ritenuto anomalo per un esercizio commerciale di piccole dimensioni dedicato alla vendita di generi alimentari etnici. Le persone osservate non apparivano interessate agli acquisti e, secondo quanto emerso dagli accertamenti successivi, erano riconducibili ad ambienti legati al consumo di sostanze stupefacenti.

Alla luce di questi elementi, la polizia locale ha deciso di organizzare un controllo mirato. Il blitz è scattato nella serata di giovedì, con il supporto dell’unità cinofila. Già all’ingresso del negozio gli agenti hanno avvertito un forte odore di cannabis, segnale evidente della presenza di persone intente a fumare sostanze stupefacenti all’interno del locale. L’odore è stato percepito anche dal cane antidroga “Quad”, impiegato per supportare le operazioni di verifica.

Durante il controllo iniziale, l’area destinata alla vendita non ha mostrato irregolarità evidenti. Gli scaffali erano regolarmente forniti di prodotti alimentari e il negozio si presentava come un comune market etnico. Tuttavia, proseguendo l’ispezione, gli agenti hanno individuato una porta parzialmente nascosta tra gli scaffali, collocata sul retro dell’esercizio. La porta conduceva a un secondo ambiente, che formalmente avrebbe dovuto essere adibito a magazzino.

Una volta aperto l’accesso, i poliziotti hanno scoperto una stanza completamente trasformata in uno spazio destinato al consumo di droga. L’ambiente era arredato con tavolini, sedie e divanetti, illuminato da luci soffuse e decorato con carta da parati dai colori scuri e dal design riconducibile ad un noto marchio del lusso, nel tentativo di creare un’atmosfera riservata ed elegante. All’interno della stanza erano presenti otto uomini, tutti cittadini africani, intenti a consumare sostanze stupefacenti e a bere alcolici.

Sul posto sono state rinvenute bottiglie di birra, dosi di hashish e marijuana, oltre a residui e quantitativi di cocaina. Parte delle sostanze era visibile sui tavoli e sul pavimento, mentre altre dosi erano state occultate in vari punti della stanza. Grazie all’intervento del cane antidroga, gli agenti hanno individuato ulteriori nascondigli ricavati dietro la carta da parati e in piccoli anfratti dell’ambiente. Complessivamente sono stati sequestrati circa quindici grammi di sostanze stupefacenti, comprendenti sia droghe cosiddette leggere sia cocaina.

Le otto persone trovate all’interno del locale sono state identificate e segnalate alla prefettura in qualità di assuntori di sostanze stupefacenti, come previsto dalla normativa vigente. Nei confronti della titolare del minimarket è invece scattata la denuncia all’autorità giudiziaria per violazione dell’articolo 79 del Testo unico sugli stupefacenti, che vieta di adibire locali pubblici o aperti al pubblico al consumo di droghe o di favorire tali attività. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna avrebbe consentito, e verosimilmente organizzato, l’allestimento della fumeria clandestina all’interno del proprio esercizio commerciale.

Oltre alla denuncia penale, è stato trasmesso un rapporto al questore per la valutazione di eventuali provvedimenti amministrativi. Tra le ipotesi al vaglio vi è la sospensione o la revoca della licenza del negozio, misura che potrebbe essere adottata per tutelare l’ordine pubblico e la sicurezza della zona. Via Piave e le strade limitrofe, infatti, sono considerate un’area sensibile della città, già interessata da numerosi interventi delle forze dell’ordine contro spaccio e consumo di stupefacenti.

L’operazione si inserisce in un contesto più ampio di controlli intensificati sul territorio di Mestre, in particolare nei pressi della stazione ferroviaria e delle zone di maggiore afflusso. Le forze dell’ordine continuano a monitorare il quartiere, ritenuto uno snodo strategico per il traffico di droga, anche in virtù dei collegamenti ferroviari, stradali e portuali che lo rendono facilmente accessibile. Secondo gli inquirenti, da queste aree transitano sostanze provenienti sia dalle rotte balcaniche sia da altri Paesi europei, destinate poi a essere distribuite nel resto del Veneto e nel Nord Italia.

Il caso del minimarket di via De Amicis rappresenta un esempio di come attività apparentemente regolari possano essere utilizzate come copertura per il consumo e, potenzialmente, per lo spaccio di sostanze stupefacenti. La scoperta della fumeria abusiva ha evidenziato la necessità di mantenere alta l’attenzione su esercizi commerciali sospetti e di intervenire tempestivamente in presenza di segnali anomali, come movimenti inconsueti e permanenze prolungate all’interno dei locali.


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