Sardegna

Forze dell’ordine salvano due vite: proposta la medaglia al valor civile

Oristano

La richiesta è stata avanzata da Daniele Rocchi

Due interventi, due vite salvate, una stessa missione. In meno di un mese, le forze dell’ordine di Oristano hanno impedito altrettanti gesti estremi: prima sul ponte della zona industriale di Santa Giusta, poi al centro commerciale di Oristano.

Daniele Rocchi, vicepresidente regionale dell’Associazione Donatorinati della Polizia di Stato e segretario generale regionale del sindacato Siap, ha proposto per gli agenti e i militari coinvolti la medaglia al valor civile e una segnalazione alla Fondazione Carnegie per gli atti di eroismo.

Di seguito la nota firmata da Daniele Rocchi

Tra il 27 maggio e il 18 giugno scorsi, la provincia di Oristano è stata protagonista di due vicende che meritano di essere raccontate e valorizzate, non soltanto per il loro esito positivo, ma soprattutto per il profondo significato umano, morale e civile che esse esprimono. In un periodo storico nel quale troppo spesso il dibattito pubblico si concentra sulle criticità, sulle divisioni e sulle difficoltà sociali, esistono episodi che restituiscono fiducia nelle Istituzioni e ricordano quanto sia importante il legame tra le forze dell’ordine e la comunità che esse sono chiamate a servire e proteggere. Per questa ragione ritengo doveroso richiamare l’attenzione su due interventi che hanno avuto come comune denominatore il valore più alto che una società civile possa difendere: la vita umana.

Il primo episodio risale al 27 maggio scorso e riguarda il salvataggio di un giovane uomo che, in un momento di profonda disperazione, aveva già scavalcato il guardrail di un viadotto ed era determinato a porre fine alla propria esistenza. In quella circostanza due militari dell’Arma dei carabinieri e un vice ispettore della Polizia di Stato della Questura di Oristano, pur operando in condizioni differenti — due in servizio e uno libero dal servizio — non esitarono a esporsi personalmente al rischio pur di impedire che il giovane precipitasse nel vuoto. Vi era soltanto una vita da salvare. Tre servitori dello Stato accomunati da un unico obiettivo: impedire una tragedia. La loro azione rappresenta una delle immagini più belle che le Istituzioni possano offrire ai cittadini. In quel momento non esistevano colori, sigle o appartenenze. Esistevano soltanto il coraggio, la responsabilità e la volontà di proteggere una vita umana. L’Arma dei carabinieri e la Polizia di Stato hanno così offerto alla collettività il messaggio più alto e più nobile: quello di istituzioni che collaborano senza riserve quando è in gioco il bene supremo della persona.

Il secondo episodio si è verificato invece nella serata del 18 giugno scorso, nelle ore notturne, presso il centro commerciale Porta Nuova di Oristano, dove due agenti della Polizia di Stato della Questura di Oristano sono intervenuti riuscendo a impedire che una persona portasse a compimento un gesto estremo.
Anche in questo caso non si è trattato semplicemente di un intervento di polizia. Attraverso sensibilità umana, equilibrio, professionalità e capacità di ascolto, i due operatori sono riusciti a instaurare un rapporto di fiducia con la persona in difficoltà, scongiurando una tragedia e restituendo speranza a chi aveva smarrito ogni prospettiva. Si è trattato dell’incontro tra la sofferenza umana e la capacità delle Istituzioni di offrire vicinanza, ascolto e sostegno proprio nel momento di maggiore fragilità. Esistono interventi che lasciano un segno profondo nelle coscienze. Queste due vicende, pur diverse tra loro, raccontano la stessa storia.

Raccontano di donne e uomini dello Stato che ogni giorno operano spesso lontano dai riflettori, affrontando difficoltà, sacrifici e responsabilità enormi. Raccontano di istituzioni che diventano credibili quando riescono a manifestare il proprio volto più autentico: quello della vicinanza, della protezione e della solidarietà. Sono episodi che rafforzano il rapporto di fiducia tra cittadini e forze dell’ordine. Perché la sicurezza non è soltanto contrasto al crimine. La sicurezza è anche tutela della dignità umana. È protezione dei più fragili.

Per tali ragioni, e nella convinzione che il merito debba essere riconosciuto e valorizzato ogniqualvolta esso si manifesti in forme così alte e nobili, ho ritenuto doveroso promuovere, per entrambi gli episodi descritti, la proposta di conferimento della medaglia al valor civile, nonché la segnalazione alla Fondazione Carnegie per gli atti di eroismo. Sono altresì fiducioso che alle iniziative intraprese possano affiancarsi le ulteriori valutazioni e le eventuali azioni premiali che le rispettive amministrazioni di appartenenza riterranno di adottare nei confronti degli operatori interessati.

Il riconoscimento del merito rappresenta anche un importante messaggio educativo e valoriale per l’intera collettività, contribuendo a rafforzare il prestigio delle Istituzioni e il rapporto di fiducia che le lega ai cittadini. Perché quando una vita viene salvata non vince soltanto chi interviene. Vince l’intera comunità. Vince il senso delle istituzioni. Vince la speranza. Vince l’umanità.

Daniele Rocchi, vicepresidente regionale dell’Associazione Donatorinati della Polizia di Stato e segretario generale regionale del sindacato Siap

Daniele Rocchi

Daniele Rocchi

Martedì, 23 giugno 2026

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