Fondi, deroghe e ammortizzatori in Calabria: la strada degli aiuti dopo i cicloni
La nuova stagione climatica si è aperta senza preavviso il 18 gennaio di quest’anno. Harry è stato il primo dei cicloni mediterranei a colpire con violenza la Calabria. Poi i nomi sono cambiati, uno dopo l’altro, Ulrike, Nils, Oriana, Pedro, Jolina e Deborah. E tutti insieme hanno spalancato squarci sui fianchi scoperti di questa terra. Quel vento sempre uguale, in poche settimane, ha attraversato la regione con la stessa forza portando piogge torrenziali, mareggiate fino a otto metri, frane, e riaprendo antiche ferite. Le immagini delle strade sommerse e sventrate dall’acqua, e delle spiagge erose hanno restituito l’idea di un territorio colto di sorpresa. Ma il punto non è solo ciò che si è visto in televisione e sui social ma ciò che è rimasto dopo: famiglie senza reddito, imprese ferme, mutui che continuano a correre mentre il lavoro si ferma e bollette di utenze che si accumulano. Ed è così che l’emergenza ha cambiato traiettoria spostandosi, soprattutto, sul fronte sociale.
Gli interventi e le risorse
La risposta istituzionale si è mossa con tempi diversi, seguendo il passo lento della burocrazia. E, nelle ultime ore, le istanze dei territori cominciano a trasformarsi in atti. In Parlamento, la Commissione Ambiente della Camera ha dato via libera a una serie di interventi che provano a tenere insieme ricostruzione e prevenzione. Il primo, ispirato da Forza Italia, riguarda Reggio Calabria: un pacchetto di risorse spalmato su più anni (3 milioni nel 2027, 2,5 nel 2028, 4,5 nel 2029) destinato al consolidamento del territorio urbano, al recupero delle infrastrutture e alla messa in sicurezza dei servizi essenziali di quel territorio. E non si tratta solo di manutenzione ma di un tentativo di ridisegnare un equilibrio che resta fragile. Più mirato, invece, l’intervento su Cannitello, dove il rischio residuo dopo le mareggiate resta alto. Qui sono previsti 2,5 milioni annui per il 2028 e il 2029, affidati alla Città metropolitana per opere di contenimento e difesa costiera. Una risposta tecnica a un problema che si ripresenta ciclicamente, ma che ora ha cambiato scala.
Imprese, polizze e sostegni
C’è poi un passaggio decisivo sollecitato da Fratelli d’Italia: l’esclusione per le imprese danneggiate dall’obbligo immediato delle polizze catastrofali per accedere ai contributi. Una deroga che riconosce un elemento in grado di eliminare le preoccupazioni di chi è stato danneggiato dal maltempo: tra l’obbligo assicurativo e l’arrivo del disastro è trascorso troppo poco tempo perché il mercato potesse davvero adeguarsi. Le aziende potranno, così, accedere agli aiuti, ma dovranno mettersi in regola entro sessanta giorni. Dunque, si tratta di una sospensione non di un vero e proprio condono.
La cassa integrazione e l’indennità per gli autonomi
Sul fronte del lavoro, la parola passa all’Inps. L’Istituto di previdenza ha pubblicato le istruzioni operative con cui entra in funzione la cassa integrazione “unica” prevista dal decreto emergenziale. La misura tutela i datori di lavoro costretti a sospendere l’attività a causa degli eventi alluvionali e i lavoratori dipendenti del settore privato impossibilitati a prestare attività lavorativa, ovvero a recarsi al lavoro, in conseguenza dei medesimi eventi alluvionali.
Le domande sono aperte fino al 31 maggio, con l’invito a procedere senza ritardi per accelerare i pagamenti. Accanto a questa disposizione, arriva anche l’indennità una tantum per gli autonomi: 500 euro per ogni periodo di sospensione fino a quindici giorni, con un tetto massimo di 3 mila euro. Le richieste partiranno il 20 aprile e si chiuderanno il 20 giugno. Il datore di lavoro agricolo deve presentare domande separate per gli operai a tempo indeterminato e determinato e i lavoratori appartenenti ad altre qualifiche.
Il nodo dei tempi
Anche qui, tutto si gioca sulla capacità di trasformare una procedura in un sostegno reale. Nel frattempo, però, il territorio fragile continua a rimanere esposto al clima. Gli interventi previsti devono ancora iniziare, i fondi devono ancora essere trasferiti nei cantieri. La differenza tra annuncio e ricostruzione, in Calabria, è sempre stata una questione di tempo. Ma questa volta il tempo rappresenta una variabile da cui dipenderanno danni e conseguenze del prossimo ciclone. E, dunque, si corre il rischio è di arrivare troppo tardi.
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