Calabria

Giustizia, a Catanzaro arrivano i rinforzi per la Procura e il Tribunale

Arrivano “rinforzi” per gli uffici giudiziari della città. Ieri mattina hanno preso servizio sette magistrati, tutti al loro primo incarico dopo aver concluso il tirocinio. I nuovi magistrati destinati al Tribunale di Catanzaro sono Adriana Cusmano, che ha svolto il tirocinio a Bologna, Francesco Gregorace (proveniente da Milano), Giulia Mascaro e Maria Caruso (che invece hanno svolto il tirocinio proprio a Catanzaro).

Hanno preso servizio in Procura i nuovi sostituti procuratori Giovanna Foti, che ha svolto il tirocinio a Perugia, Agostino Fancello (che arriva da Ancona), e Davide Bergo (da Torino). Nell’aula della Corte d’Assise si è svolta la cerimonia davanti al collegio presieduto dalla presidente facente funzioni Francesca Garofalo (a latere i giudici Gabriella Anna Ferraioli e Marta Pascale, con l’assistenza del direttore amministrativo Giuseppina Fabiano).

Per la Procura è intervenuta il procuratore aggiunto Giulia Pantano, presente anche il procuratore aggiunto Vincenzo Luberto. Un giorno importante per il Palazzo di Giustizia considerando l’atavico problema della scopertura degli organici. Attualmente risultano scoperti il 15% dei posti previsti per il tribunale, senza considerare i magistrati in malattia o in maternità. La stessa presidente Garofalo Garofalo ha sottolineato l’importanza di ogni nuovo ingresso in una realtà giudiziaria complessa e impegnativa come quella catanzarese. Nel suo intervento il procuratore aggiunto Pantano si è rivolta direttamente ai giovani magistrati: «La toga che indosserete qui sarà un po’ più pesante.

La Calabria ha più sete di giustizia e quindi questa toga assume un peso specifico maggiore, perché rappresenta uno Stato che non arretra, che risponde ai bisogni dei cittadini senza rinunciare all’umanità, alle garanzie e alle regole del giusto processo». Concetto ripreso anche dall’esponente dell’Anm Giovanni Strangis: «Potrei dirvi che fare il magistrato in Calabria è difficile e certamente comporta grandi aspettative. Ma vi dico che essere magistrati in Calabria è bello. Qui le istanze di giustizia sono profondamente legate allo sviluppo della società, alla possibilità di liberare energie e spazi di libertà per consentire alle persone di realizzare pienamente i principi della nostra Costituzione». Nel suo breve saluto il procuratore aggiunto Vincenzo Luberto ha garantito ai nuovi arrivati che negli uffici della Procura troveranno «colleghi pronti ad ascoltarvi e consigliarvi»


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