Follia ultrà: 20 tifosi indagati per gli scontri in autostrada, 12 sono del Perugia

di Enzo Beretta
Venti ultrà – 12 del Perugia e 8 della Lucchese – sono stati indagati per gli scontri avvenuti domenica 23 febbraio 2025 sull’autostrada A12, nei pressi dell’area di servizio Versilia Est, dove i supporter delle due squadre si sono sfidati a colpi di spranghe, bastoni, bandiere, bottiglie e fumogeni. Vengono ritenuti responsabili dei reati di rissa, lancio di materiale pericoloso e interruzione aggravata di pubblico servizio. Due i tifosi rimasti gravemente feriti, 14 i Daspo finora emessi dalla questura (sei ai lucchesi, otto ai perugini) per un totale di 56 anni. Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine un gruppo di ultrà lucchesi, in viaggio verso Sestri Levante, aveva incrociato i tifosi perugini diretti a Chiavari, all’uscita dell’area di servizio. Lo scontro, durato diversi minuti, aveva reso necessaria la chiusura temporanea della carreggiata nord dell’A12. «Posizionandosi sulla corsia di accelerazione dell’A12 – scrive il pm nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari – cagionavano un’interruzione del servizio pubblico di circolazione dei veicoli in autostrada».
La rissa in autostrada I venti ultrà indagati vengono ritenuti responsabili di aver «partecipato alla rissa tra opposte tifoserie» nella quale sono rimasti feriti due di loro: quello più grave, della Lucchese, colpito con una spranga e giudicato guaribile in 40 giorni, ha riportato «politrauma a seguito di aggressione con bilancio lesionale, estesa frattura della teca cranica a sede fronto tempro parietale sinistra, minima infrazione dell’osso nasale di sinistra e ferite del cuoio capelluto, piramide nasale e terzo dito della mano sinistra»; il tifoso perugino, invece, ha riportato una prognosi di 30 giorni: «Frattura scomposta pluriframmentaria della testa e del collo del secondo, terzo e quarto metatarso, con anche interessamento della diafisi del quarto metatarso del piede destro, frattura scomposta della testa del quinto metatarso, frattura sostanzialmente composta della base della falange prossimale del secondo e quinto dito del piede destro».
Spranghe e bastoni per gli scontri Il pubblico ministero Paola Rizzo di Lucca, che ha coordinato le indagini della Digos, accusa tutti i 20 tifosi indagati di aver utilizzato «bastoni, bandiere, fumogeni, bottiglie e spranghe». Nelle immagini circolate sui social e su WhatsApp si vedono sfidarsi alcune decine di persone, gran parte delle quali a volto travisato da caschi, cappucci e sciarpe. Quasi tutti sono vestiti di nero. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Luca Vannelli, Francesco Lastrucci, Gabrio Bagnoli, Federico Corti, Sofia Nesti, Sergio Conti, Federico Corti, Alessio Spadafora, Stefano Tentori Montalto, Andrea Pierozzi, Carlo Mattugini, Ludovica Khraisat, Donatella Panzarola, Marco Brambatti e Alessandro Scarongella.
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