Liguria

Fine vita, Arboscello: “Dal Veneto una lezione alla Liguria. Bucci smetta di rallentare l’iter, la legge arrivi subito in Consiglio”


Genova. “L’approvazione della legge sul fine vita da parte del Veneto, prima Regione amministrata dal centrodestra a compiere questo passo, dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, conferma una cosa molto semplice: garantire procedure certe a chi si trova in condizioni di sofferenza estrema e alle proprie famiglie è una scelta di civiltà, non una questione di appartenenza politica. Il Veneto ha dimostrato che anche su un tema così delicato la politica può ascoltare, confrontarsi e assumersi la responsabilità di decidere”, dichiara Roberto Arboscello, consigliere regionale del Partito Democratico e vicepresidente del Consiglio regionale della Liguria.

“Il fine vita riguarda persone in condizioni di sofferenza e famiglie che troppo spesso sono costrette ad affrontare percorsi drammatici, vedendo venir meno anche la dignità della persona amata. In un Paese civile non possiamo continuare a lasciare queste persone sole, senza risposte e senza procedure chiare. La Regione deve fare la propria parte, nel rispetto delle sentenze della Corte costituzionale e garantendo ascolto, appropriatezza e tutte le necessarie garanzie”, sottolinea.

“Per quanto riguarda la Liguria, abbiamo già aspettato fin troppo. La discussione era stata avviata nella scorsa legislatura all’interno della Commissione Sanità e sembrava esserci la volontà di portare avanti l’iter. Poi tutto si è fermato. Da quando è stato eletto il presidente Bucci abbiamo assistito a un atteggiamento che sembra puntare più a rallentare che a consentire al Consiglio regionale di affrontare una questione che non può essere rimandata all’infinito. Adesso non ci sono più alibi. La Commissione deve procedere spedita, ascoltare tutti i soggetti coinvolti e tenere conto del quadro giuridico e delle più recenti pronunce della Corte costituzionale. Dopodiché il Consiglio regionale deve poter discutere e votare”, aggiunge.

“Come ha ribadito il presidente Zaia: sui temi etici non deve esserci un vincolo di appartenenza politica e ai consiglieri deve essere garantita la libertà di coscienza. È esattamente ciò che auspico possa accadere anche in Liguria. Su questioni che toccano la vita delle persone non servono divisioni imposte dai partiti: serve che ogni consigliere possa esprimersi secondo coscienza e responsabilità. Da vicepresidente del Consiglio regionale farò tutto ciò che è nelle mie possibilità perché questa proposta di legge arrivi al più presto in Aula. La Liguria non può continuare a rimandare una discussione che riguarda la dignità, la libertà e la sofferenza delle persone”, conclude Arboscello.




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