Festa dell’Unità e primarie del campo largo, Salis lo ripete in genovese: “Mi no ghe son”
Genova. “Mi no ghe son, non so più in che lingua lo devo ripetere”. Silvia Salis lo scandisce in lingua genovese, collegata a distanza con La7, prima di salire sul palco della Festa dell’Unità di Genova. La sindaca ribadisce per l’ennesima volta di non essere in corsa per le primarie del campo largo. Lo ribadisce all’indomani della visita di Elly Schlein in piazza Caricamento. E, da punti di partenza diversi, si mette sulla stessa lunghezza d’onda della segretaria del Pd.
“Credo che stiamo perdendo veramente tanto tempo su una discussione che, come sapete, non mi ha mai appassionato né da elettrice né adesso da sindaca – dice Salis – credo che le persone si aspettino un programma, un’idea, anche perché vi ricordo che ci stiamo arrovellando su una discussione mentre alla scorsa elezione siamo andati a votare per le politiche senza sapere già chi fosse il presidente o la presidente del consiglio. Quindi non capisco anche questo continuo discutere di questo argomento che, ripeto, non appassiona me, ma come non appassiona tutti gli altri italiani credo, soprattutto quelli del campo progressista”.
Secondo Salis non è neppure vero che è la legge elettorale a imporre di scegliere in fretta un nome: “A oggi non lo impone la legge elettorale, quindi stiamo parlando di una questione che non esiste. E comunque credo che ce ne occuperemo in caso la legge elettorale lo imporrà. In questo momento credo che sia più importante presentare un programma unitario e questo credo che Elly Schlein l’abbia spiegato bene”.

“Non è la prima volta che un sindaco viene indicato per un ruolo importante, quindi credo che sia anche nella natura degli eventi e nella natura del ruolo proprio politico“, risponde a chi le domanda come mai si continui a insistere sul suo nome.
Ma la ricerca di un leader per la parte politica che si candida a prendere il posto della destra esiste e allora a chi chiede a Silvia Salis che caratteristiche dovrebbe avere il o la leader della coalizione, la sindaca taglia corto: “Dovrà ispirare fiducia negli italiani e nelle italiane“.
Salis è arrivata alla Festa dell’Unità, accolta da iscritti e simpatizzanti, e dopo un saluto ai volontari e alle volontarie dei vari stand, ha velocemente pranzato al ristorante Mare e Monti. Al tavolo, oltre al vicesindaco Terrile e ad alcuni esponenti della giunta, si sono visti Roberta Pinotti, ex senatrice e attuale presidente del Teatro Nazionale, e Chicco Franchini, consigliere d’amministrazione di Amt.

La prima domanda posta durante l’intervista di Matteo Macor, giornalista de La Repubblica, è stata ispirata da un fatto di cronaca. Ieri, dalle finestre di uno dei palazzi che affacciano su piazza Caricamento, il gigantesco striscione di un comitato di cittadini contro il “degrado nel centro storico”. Lo striscione, questa sera, non c’era più ma il tema è rimasto.
“La sicurezza è un tema che per anni il centrosinistra ha affrontato con distacco – ha dichiarato Salis – e questo non ci ha fatto bene, il penso che un tema esista e che vada affrontato con soluzioni, ma che la parola degrado troppo spesso sia una coperta per parlare di un problema complesso in modo semplicistico, non si può parlare di degrado a una madre che ha un figlio tossicodipendente. Noi ci stiamo occupando di questo tema, abbiamo un dialogo aperto con il Viminale, per un piano che unisca intervento di forze dell’ordine e sociale”.
Durante l’intervista si è parlato anche di Amt, di stadio Luigi Ferraris, delle politiche attive per gli anziani e di vari progetti portati avanti dalla giunta Salis per la città di Genova.




