farmaci, alimentazione e nuovi studi

“La tiroide come modello: la partecipazione dei pazienti nell’era della teranostica” è il titolo del convegno in programma sabato 23 maggio nella sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni a Perugia. Un appuntamento di grande rilievo scientifico e sociale, che affronta una delle patologie endocrine più diffuse in Itlaia e che, proprio per la sua complessità, richiede oggi un approccio sempre più multidisciplinare e partecipato. Le patologie, anche quelle croniche e che sfociano in tumori, della tiroide in Umbria sono un argomento molto serio, i casi sono oltre la media nazionale oltre 50.000 diffusi sul territorio regionale, con un’incidenza che aumenta nei soggetti predisposti e nelle donne. Si registra inoltre un aumento delle patologie tiroidee autoimmuni (es. Tiroidite di Hashimoto) e, in particolare, dei tumori alla tiroide, che colpiscono le donne in misura nettamente maggiore rispetto agli uomini.
La prima arma di difesa, secondo le associazioni, è l’utilizzo costante di sale iodato nell’alimentazione quotidiana. Sul fronte della diagnostica un semplice esame del sangue per il dosaggio del TSH è sufficiente, nei soggetti a rischio per familiarità, per valutare il funzionamento della ghiandola. I centri di riferimento sono le strutture di endocrinologia delle Aziende Ospedaliere di Perugia e di Terni offrono percorsi completi, dalla diagnosi ecografica alle tecniche mini-invasive (come la termoablazione per i noduli) fino ai trattamenti oncologici e radiometabolici.
I lavori del team degli esperti
Il convegno si inserisce nel calendario della Settimana mondiale della Tiroide 2026, in programma dal 25 al 31 maggio e dedicata quest’anno al tema “Tiroide e Nutrizione”, con l’obiettivo di approfondire il legame tra alimentazione, benessere generale e salute tiroidea. La giornata, articolata in quattro sessioni tematiche, offrirà un quadro aggiornato sulla gestione delle malattie tiroidee, dalla prevenzione ai trattamenti più innovativi. Si parlerà di tireopatie dell’adulto e del bambino, di gestione dei noduli tiroidei, degli ipertiroidismi (Basedow-Graves, Ted, Plummer) e delle nuove prospettive dell’oncologia endocrina, con un focus sulle terapie medico-nucleari, sulle mutazioni genetiche e sui trattamenti per i carcinomi avanzati. Tra gli interventi della prima sessione ci sarà quello di Antonella Olivieri, responsabile scientifico dell’Osservatorio nazionale per il monitoraggio della iodoprofilassi in Italia (Osnami) dell’Istituto Superiore di Sanità, che parlerà di “Quale prevenzione per la patologia nodulare tiroidea ‘profilassi jodica’”.
Le sessioni saranno accompagnate da discussant e moderatori di alto profilo, in rappresentanza delle principali discipline coinvolte nella diagnosi e cura delle patologie tiroidee. Il programma scientifico, ricco di interventi di specialisti provenienti anche da fuori regione, è curato da un’équipe dell’Azienda Ospedaliera di Perugia: Cristina Tranfaglia (Medicina Nucleare), Renato Colella (Anatomia Patologica) ed Efisio Puxeddu (Endocrinologia e Malattie Metaboliche).
Le associazioni
Le sessioni saranno accompagnate da discussant e moderatori di alto profilo, in rappresentanza delle principali discipline coinvolte nella diagnosi e cura delle patologie tiroidee. Particolarmente significativa sarà la tavola rotonda finale, che darà voce ai pazienti e alle associazioni nazionali e regionali, tra cui La Lumaca odv, Cape Italia, Atta, Ameir Irpina, Insieme! Umbria Contro il Cancro e molte altre realtà impegnate nel sostegno alle persone con malattie tiroidee. Un momento di confronto che sottolinea quanto la partecipazione attiva dei pazienti sia oggi un elemento centrale nei percorsi di cura, soprattutto nell’era della teranostica, dove diagnosi e terapia si integrano in modo sempre più personalizzato.
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