perché oggi giocare su PlayStation costa più di sei anni fa?
Per la prima volta nella storia ci troviamo di fronte a un paradosso: passano gli anni e i prezzi delle console e dei videogiochi aumentano, anziché diminuire. Non ci siamo abituati, fino alla scorsa generazione del resto molti aspettavano il fine ciclo vitale della console per poterla comprare ad un prezzo più basso e risparmiare anche centinaia di euro rispetto all’acquisto al lancio o nei due/tre anni successivi.
Con PlayStation 5, Switch e Xbox Series X/S invece la situazione è esattamente l’opposta, con prezzi in aumento quasi a cadenza annuale. Addirittura Sony ha aumentato il prezzo di PS5 due volte in un anno. Partendo da questo presupposto vogliamo analizzare quanto costa oggi giocare su PlayStation 5 rispetto a sei anni fa, quando la console arrivò nei negozi di tutto il mondo, in piena pandemia Covid-19. Ricordate? Tanto hype, poche scorte disponibili e per tutto il 2021 e parte del 2022 PS5 è stata distribuita con il contagocce. Ma passiamo all’analisi dei prezzi.
Comprare PS5 al lancio nel 2020
Siamo a novembre 2020 e nonostante la Pandemia e il lockdown a zone, sei pronto per comprare la tua nuova fiammante PlayStation 5 che hai preordinato mesi prima.
Hai i soldi pronti: 399 euro per la Digital Edition, 499 euro se hai prenotato la versione Standard con lettore ottico. Non vuoi comprare un secondo controller DualSense? Preparati a spendere altri 70 euro (69.99 euro se vogliamo essere pignoli). E che fai, non compri le nuovissime cuffie Pulse wireless con supporto per l’audio 3D? E se ne vanno altri 100 euro. Tra gli altri accessori disponibili al lancio ci sono anche la Telecamera HD e il telecomando Media Remote, due accessori praticamente superflui mentre molto utile è la basetta di ricarica per il controller e sono altri 30 euro.
Finito? Macché! Ovviamente mancano i giochi, al lancio ci sono titoli interessanti di prime e terze parti. I giochi Sony nello specifico hanno prezzi che variano da 59.99 euro a 79.99 euro, con gli 80 euro che diventano il prezzo standard delle nuove uscite prime parti, 10 euro in più rispetto ai 69.99 euro di listino dei giochi Sony per PS4. A fare la parte del leone al lancio della console sono Demon’s Souls e Marvel’s Spider-Man Miles Morales, acquistarli insieme costava la bellezza di 140 euro, da aggiungere al resto dei costi già sostenuti.
Ipotizziamo che 800 GB scarsi di spazio su SSD possano bastarci e ancora non sentiamo l’esigenza di un disco esterno ma in ogni caso le spese non sono finite perché l’abbonamento PlayStation Plus ci servirà per giocare online o per trasferire i salvataggi nel Cloud.
Prezzo? 60 euro l’anno circa. Abbiamo già speso abbastanza, ma in ogni caso possiamo risparmiare al massimo acquistando solamente la PS5 Digital Edition a 399.99 euro senza comprare nuovi giochi (vorrà dire che ci divertiremo con quelli PS4 ancora da finire) o altri accessori.
Quanto costa comprare PS5 nel 2026?
Sei anni dopo la situazione è molto cambiata e non in positivo. Di solito chi acquistava una console sei anni dopo il lancio si ritrovava un hardware datato tra le mani e per questo (relativamente) venduto a prezzi più contenuti, ma non è certo questo il caso di PlayStation 5. Aumento dopo aumento siamo arrivati ai prezzi attuali di PS5 e PS5 PRO, aggiornati ad aprile 2026:
PS5 Slim Standard con lettore disco a €649,99 (prezzo di partenza 499.99 euro nel 2020)
PS5 Slim Digital Edition senza lettore a €599,99 (si partiva da 399.99 euro del 2020)
PS5 Pro €899,99 (prezzo di lancio 799.99 euro nel 2024)
PlayStation Portal €249.99 (prezzo di lancio 219.99 euro nel 2023)
Prezzi da bene di lusso, praticamente, non troppo lontani da quelli degli smartphone di grido come gli ultimi modelli di iPhone e Samsung Galaxy.
Rispetto a sei anni fa, oggi per acquistare una PS5 si spendono minimo 150 euro in più e il modello digital ha subito l’aumento maggiore (in paragone con PS5 PRO e PS5 Slim Standard). Inoltre Sony aveva comunicato un taglio di prezzo per il lettore ottico di PS5 passato da 119 euro a 79 euro… peccato che sia praticamente introvabile nei negozi fisici e online.
Oltre alla console dovremo comprare alcuni giochi, no? Il prezzo medio di una novità è compreso tra i 70 e gli 80 euro ma non mancano titoli AAA nuovi venduti a 84.99 euro, così come per dovere di cronaca ci sono giochi nuovi AA venduti a 49.99 euro o 59.99 euro, un prezzo quindi leggermente più basso. Per acquistare un nuovo controller DualSense si spendono oggi 5 euro in più minimo (prezzo di partenza 74.99 euro, ma ci sono edizioni limitate che superano i 100 euro) mentre il più completo DualSense Edge mantiene inalterato il suo prezzo di 239 euro salvo rari sconti che ne portano il prezzo a 199 euro.
E l’abbonamento PlayStation Plus non lo consideriamo? Se nel 2020 avevamo un solo tipo di abbonamento, oggi possiamo scegliere tra i profili Essential, Extra e Premium con una forbice di prezzo che va da 72 a 150 euro l’anno per gli abbonamenti annuali. Tre anni di abbonamento a PlayStation Plus Premium (il profilo più ricco, l’unico che permette di giocare in Cloud) costano praticamente quanto una console. E dal 20 maggio 2026 l’abbonamento PlayStation Plus costa anche un euro in più al mese, ennesimo rincaro dell’ecosistema PlayStation.
E da questo discorso abbiamo lasciato fuori accessori non indispensabili come PlayStation Portal e PlayStation VR2: nel primo caso preparatevi ad aggiungere altri 249 euro (più il costo dell’abbonamento mensile a PlayStation Plus Premium) al totale mentre PlayStation VR2 raramente si trova a meno di 449 euro (prezzo medio degli ultimi dodici mesi) ma potrebbe capitarvi un colpo di fortuna con il visore a 399 euro. Restano praticamente inalterati i prezzi degli altri accessori ufficiali (alcuni poi nemmeno si trovano più, come la Telecamera HD per PS5) con l’aggiunta degli auricolari PlayStation Pulse Explore (non disponibili al lancio di PS5) in vendita a listino a 219 euro.
Un ecosistema premium
Giocare con PlayStation costa tanto, oggi mantenendosi su una configurazione minima non spendereste meno di 599.99 euro per la sola PS5 Digital Edition. Ammettiamo di non voler comprare un altro DualSense, di non volere accessori e di risparmiare al massimo sui giochi, la spesa supera comunque i 600 euro anche acquistando un titolo particolarmente economico giusto per non portare a casa una console senza giochi.

Magari però vogliamo solamente giocare a Fortnite e quindi mettiamo in conto di non avere altre spese oltre al prezzo della console. Il mercato però sembra aver accettato questi prezzi e la fanbase Sony non sembra farsi problemi di nessun tipo di fronte ad un listino così elevato. Succede quando il brand è forte e può contare su un pubblico fedele e affezionato, come nel caso di Apple ad esempio.
Sony ha venduto oltre 93 milioni di PS5 in sei anni, si vendono però meno giochi soprattutto in formato fisico, con i titoli digitali che oggi rappresentano l’85% delle vendite totali dei giochi su console PlayStation. Proprio il digitale avrebbe dovuto portare ad un abbattimento dei costi, del resto non ci sono dischi da produrre, manuali da stampare, custodie di plastica da realizzare e supporti fisici da inviare ai rivenditori di tutto il mondo. Invece un nuovo gioco al D1 costa esattamente a stessa cifra sia in formato fisico che digitale. E qualcosa dovrà necessariamente cambiare, in questo senso…
E la concorrenza cosa fa?
D’altronde, giocare su altre piattaforme costa forse meno? Nintendo gioca un campionato a parte ma anche lei ha aumentato il prezzo di Nintendo Switch 2, il PC gaming di fascia alta è accessibile a pochi, ma è anche vero che a fronte di un investimento hardware impegnativo, il risparmio sull’acquisto dei giochi è tangibile grazie agli sconti pazzi di Steam e altri marketplace digitali.
E Xbox? Le console non si vendono e il Game Pass si tiene a galla, anche se Microsoft è stata costretta ad abbassare il prezzo dell’abbonamento dopo le tante critiche agli ultimi aumenti, oltre a rimuovere Call of Duty al day one come mossa per contenere il costo della sottoscrizione.
Infine, una piccola riflessione dedicata al mercato dell’usato: quando i prezzi del nuovo aumenta, l’usato schizza, non a caso anche piattaforme di seconda mano come Vinted inizialmente dedicate alla vendita di abbigliamento usato hanno introdotto sezioni dedicate a console, videogiochi, smartphone ed elettronica di consumo, allargando lo spettro di prodotti disponibili. Si risparmia? Indubbiamente sì, ma ricordiamoci che i soldi del mercato dell’usato non vanno ai publisher, editori che da anni non a caso cercano di ostacolare questa pratica. Ma di questo parleremo meglio la prossima volta…
Source link









