Friuli Venezia Giulia

ESCLUSIVO – Confermata partenza da Aviano 7 caccia F16 per guerra Iran

AVIANO – Sabato 18 luglio, come anticipato lo stesso giorno da pordenoneoggi.it, sette F-16CM Fighting Falcon del 31st Fighter Wing sono decollati da Aviano e sono stati riforniti in volo da KC-135 provenienti dalla Naval Air Station di Sigonella e (successivamente) da una base aerea in Israele. La loro destinazione in Medio Oriente non è nota. Com tutta probabilità sono stati rischierati in Giordania nella base aerea di Muwaffaq Salti Air Base dove nei giorni scorsi razzi iraniani hanno distrutto alcuni F16 e altri aerei e strutture militari. Anche questo attacco che ha coinvolto il personale e gli aerei lí presenti del 31st Fighter Wing di Aviano è stato anticipato da Pordenone oggi.it
La conferma della partenza dei 7 caccia (12 erano partiti e in parte rientrati lo scorso febbraio sempre da Aviano) arriva da alcuni siti web esperti americani fra questi “The Martine Executive”.

I sette caccia sono stati osservati operare con i nominativi TREND51-54 e TREND61-63, indicativi di due formazioni distinte per un totale di sette velivoli. Sebbene i singoli numeri di serie non fossero rilevabili tramite ADS-B, i nominativi TREND e il profilo di missione suggerirono fortemente che si trattasse di F-16CM Block 40 della base aerea di Aviano

Sempre il 18 luglio, inoltre, sei F-15E Strike Eagle del 48th Fighter Wing della RAF Lakenheath sono stati avvistati sopra la Francia mentre erano diretti in Giordania, supportati da due KC-135R operanti da Istres.

Il giorno precedente, il 17 luglio, nove F-35A Lightning della RAF Lakenheath – con il supporto anche della base di Istres, in Francia – sono stati avvistati mentre si dirigevano verso l’Arabia Saudita.

All’inizio della stessa settimana, alcuni A-10 Warthog del 23rd Fighter Wing, di stanza presso la Moody AFB in Georgia, erano stati rischierati nel teatro operativo del Golfo.

Fra metà giugno e i primi di luglio, l’Aeronautica statunitense stava sfruttando la relativa tregua per far rientrare negli Stati Uniti continentali alcune unità schierate in prima linea.

Questa disposizione delle forze garantiva al comandante del CENTCOM i mezzi immediati per rispondere al fuoco e mantenere la pressione sull’IRGC, qualora se ne fosse presentata la necessità, oltre a offrire il tempo necessario per trasferire risorse aeree dagli Stati Uniti nel caso in cui il conflitto avesse ripreso vigore come sta accadendo in queste ore. Al.Rin.




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