Rendiconto Regione, ok aula a spese-investimenti 2025: avanzo 2,5 miliardi
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L’Aula ha approvato con i voti favorevoli del Centrodestra e le contrarietà delle Opposizioni (21 sì, 15 no, nessuna astensione) il Rendiconto generale dell’esercizio finanziario 2025 della Regione Fvg (ddl 92) che, allo scorso 31 dicembre, presentava un avanzo di 2.428.848.453 euro.
“Il provvedimento certifica una gestione seria, prudente, responsabile ed efficace, capace di trasformare la stabilità finanziaria in opportunità di crescita e sviluppo per il Friuli Venezia Giulia” ha commentato Markus Maurmair (FdI), relatore per la maggioranza in Aula, che ha quindi sottolineato come trattasi “non solo di risultati contabili ma di reale capacità amministrativa delle risorse pubbliche da parte della Regione”.
Da Maurmair ecco i numeri della scorsa annata: risultanze di gestione che ammontano a 9,3 miliardi di euro; residui (ossia le entrate e le spese provenienti dagli esercizi precedenti e non ancora completamente concluse) suddivisi tra attivi per 1.409.450.873 euro e passivi pari a 1.922.714.226 euro; fondo pluriennale vincolato, strumento della contabilità armonizzata che assicura la copertura finanziaria degli impegni già assunti e destinati a manifestare i propri effetti negli esercizi successivi, con la voce entrata a quota 3.982.559.888 euro e quella di spesa spesa a 4.674.535.133 euro.
Quanto alla gestione di cassa, attestata a chiusura 2025 a 7.616.646.938 euro, secondo Maurmair “conferma una rilevante capacità finanziaria e una posizione di liquidità particolarmente significativa. Particolarmente significativo – ha sottolineato infine l’esponente di FdI – è il dato relativo agli investimenti: nel 2025, lo stanziamento regionale netto ha raggiunto quota 2 miliardi e 831 milioni, quasi il doppio rispetto al miliardo e 450 milioni del 2021”.
Per Andrea Carli (Pd), relatore per la minoranza assieme a Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), lo stato di salute del bilancio regionale non svela criticità contabili sebbene, a suo dire, sarebbe più utile “un confronto su base triennale, come avviene per gli altri documenti di bilancio, per comprendere appieno la situazione generale del territorio e quindi le prospettive future”.
Carli ha analizzato le cifre più significative della XIII legislatura, arrivate a numeri record, dove “le entrate tributarie evidenziano ancora una crescita, ma molto più ridotta che in passato (la crescita economica da qualche anno è vicina allo 0%). Perciò dal prossimo anno dovremmo attenderci degli Assestamenti più contenuti, obbligando a una migliore programmazione della destinazione delle risorse, evitando finanziamenti in mille rivoli con ricadute molto discutibili”.
“La disponibilità finanziaria di questi anni è stata tale – gli ha fatto eco Honsell – che la Regione non accende mutui da tempo e, visto l’ammontare della compartecipazione al gettito fiscale, può pagare le rate di quelli ancora accesi, che ammontano a poco meno di 50 milioni”.
Quanto alle dinamiche tabellari, “ciò che più colpisce è la crescita sbalorditiva sia della cassa, sia dell’avanzo. Ma la cassa, oltre un certo valore, indica solo che alcune allocazioni non hanno dato frutto”. E come l’anno scorso, tra le missioni con minore capacità di spesa Honsell ha segnalato “lo sviluppo sostenibile e la tutela del territorio e dell’ambiente (88%), le politiche per il lavoro e la formazione professionale (52%) e le relazioni internazionali (55%), mentre a gonfie vele vanno le spese per turismo e sport (99%). Non stupisce, dunque, se la regione è poco attrattiva e mancano lavoratori in tutti i settori. Clamorosi, infine, i 65 milioni di euro per gli incentivi a pioggia sull’uso di combustibili fossili e i 93 per PromoTurismoFvg, spese fortemente negative”.
Prima del voto, l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, non solo ha difeso le scelte della Giunta per le destinazioni di spesa, ma ha anche offerto delle precisazioni alle Opposizioni, accusandole di aver negato ogni collegamento tra i progetti giuntali e l’andamento del gettito erariale, mentre va rammentato che si tratta di proventi da tributi statali. È come è stato utilizzato l’extragettito che ha prodotto fattori positivi e ascrivibili alle politiche regionali, ha rimarcato. Inoltre, prima di lanciare preoccupazioni per il futuro, per l’assessore è meglio attendere di conoscere l’ammontare del gettito d’autunno.
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