Società

Educazione finanziaria, emergenza giovani: solo il 35% conosce le basi

La fotografia scattata ieri al Senato ha il merito di essere impietosa. Su cento ragazzi italiani tra i 15 e i 28 anni, solo trentacinque possiedono le conoscenze minime per districarsi tra un conto corrente, un tasso d’interesse e un investimento.

Un dato che condanna l’Italia agli ultimi posti nella classifica Ocse sull’alfabetizzazione finanziaria giovanile. Il resto? Naviga a vista.

La ricerca Educazione finanziaria a ritmo della Gen Z, presentata nel corso del convegno promosso dal senatore Dario Damiani e patrocinato dal ministero dell’Economia, restituisce un ritratto contraddittorio. Da un lato, i giovani mostrano una precocità economica senza precedenti. Il 42 per cento utilizza piattaforme di investimento digitale. Uno su cinque genera reddito in autonomia, spesso attraverso attività freelance o creator economy. Dall’altro, lo fanno senza una bussola.

Il paradosso della formazione digitale

Non è che i ragazzi non cerchino informazioni. Anzi. Il 60 per cento della Gen Z apprende nozioni economiche e finanziarie attraverso social media e community online. TikTok, Instagram, YouTube sono diventati aule virtuali dove influencer e creator dispensano consigli. Il problema è la qualità: senza filtri, senza verifiche, senza una regolamentazione. Una valanga di contenuti che mescola nozioni utili, semplificazioni pericolose e vere e proprie bufale.

La famiglia resta un punto di riferimento, ma spesso non è attrezzata per guidare. E i ragazzi lo sanno. La ricerca evidenzia infatti una forte domanda di formazione: strumenti per controllare le spese, maggiore trasparenza, servizi personalizzati. Non vogliono lezioni frontali, ma percorsi che parlino la loro lingua.

Un investimento per il futuro

Il dato di fondo è che mentre altri Paesi europei inseriscono l’educazione finanziaria nei curricoli scolastici già dalle elementari, l’Italia resta indietro. Eppure la domanda c’è, e cresce. I giovani non sono disinteressati: sono solo in cerca di risposte che sappiano parlare il loro linguaggio. Trasformare questo interesse in competenza è la vera sfida. Per le istituzioni, per la scuola, per il Paese. Prima che sia troppo tardi.


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