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Portaerei Usa nel deserto cinese: così Pechino si addestra a colpire la flotta americana

La stampa taiwanese ha diffuso nuove immagini satellitari che hanno riportato l’attenzione sulle attività militari cinesi nel deserto dello Xinjiang, dove Pechino starebbe ampliando un particolare poligono destinato ai test missilistici. Il cofondatore della Taiwan Defense Research Initiative, Joseph Wen, ritiene che l’area in questione ospiterebbe riproduzioni a grandezza naturale di unità della Marina statunitense, tra cui una portaerei della classe Ford e un cacciatorpediniere della classe Arleigh Burke. Le sagome sarebbero impiegate per simulare scenari di combattimento contro le forze navali americane e affinare le capacità dei sistemi d’arma cinesi.

Lo strano addestramento cinese

Secondo quanto riportato da Liberty Times, l’elemento che ha attirato maggiormente l’attenzione degli osservatori è la presenza di una lunga infrastruttura ferroviaria nel cuore del deserto. Il tracciato si estenderebbe per circa 37,5 chilometri e sarebbe utilizzato per muovere un bersaglio mobile dotato di apparati elettronici in grado di imitare le emissioni radar e i segnali di una vera nave da guerra americana.

In questo modo l’Esercito Popolare di Liberazione cinese potrebbe testare in condizioni realistiche la capacità di individuare, tracciare e colpire obiettivi navali in movimento. Le immagini mostrerebbero inoltre sagome bidimensionali di due portaerei e di un cacciatorpediniere statunitense, alle quali si sarebbe aggiunta recentemente una replica tridimensionale della nave da guerra.

Questi sviluppi confermerebbero l’interesse crescente della Cina per l’addestramento contro obiettivi che riproducono fedelmente le caratteristiche della flotta Usa. Il sito sarebbe destinato soprattutto alla sperimentazione di missili antinave, missili balistici e armi ipersoniche come gli YJ-21 e YJ-17, ossia strumenti chiave della strategia cinese di negazione d’accesso nelle aree considerate cruciali per la sicurezza nazionale.

Cosa succede nel deserto cinese

Negli ultimi anni diversi rapporti avevano già segnalato la presenza, in aree desertiche dell’entroterra cinese, di riproduzioni di navi americane utilizzate come bersagli per test militari. Le immagini più recenti suggeriscono però un ulteriore salto di qualità, con strutture sempre più sofisticate e sistemi progettati per simulare in maniera realistica il comportamento elettronico delle unità navali statunitensi.

Il fine ultimo di tutto questo sarebbe quello di migliorare la precisione dei missili cinesi contro gruppi navali che potrebbero operare lungo la cosiddetta “prima catena di isole”, l’arco geografico che si estende dal Giappone alle Filippine e che rappresenta uno dei principali teatri della competizione militare nell’Indo-Pacifico.

Certo, le autorità cinesi non hanno commentato ufficialmente le ultime foto analizzate dagli esperti di Taipei, ma la costruzione di nuove sagome e

l’ampliamento del poligono vengono comunque interpretati come un segnale della volontà di Pechino di rafforzare la propria capacità di deterrenza nei confronti della presenza militare americana nella regione.


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