Inchiesta “Carbone delle Alpi”: Angelucci libero perché «non c’è nessun grave indizio» – Cronaca
BOLZANO. Non ci sono «gravi indizi» a sostegno della tesi per cui Giulio Angelucci, direttore dell’ufficio Gestione rifiuti dell’Agenzia provinciale per l’ambiente (Appa), sarebbe stato coinvolto in un traffico internazionale di rifiuti: le note interpretative, così come l’interpello al ministero dell’Ambiente, non avevano, come obiettivo, quello di favorire la «consorteria», ma di classificare correttamente le ceneri prodotte dagli impianti di Lasa e Versciaco come rifiuti.
Lo sostiene il tribunale del riesame di Trento nelle motivazioni dell’ordinanza con la quale ha revocato la custodia cautelare di Angelucci, difeso dall’avvocato Alberto Cunaccia. Il direttore è tra i quattro indagati altoatesini arrestati il 19 maggio nell’ambito dell’indagine «Carbone delle Alpi» della Direzione distrettuale antimafia della procura di Trento e dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe), e scarcerati sedici giorni dopo.




