Abruzzo

è la prima in Italia


Al Vinitaly la Bio cantina sociale Orsogna ha ricevuto un importante riconoscimento. È stata, infatti, insignita, della prestigiosa certificazione Plastic free. Si tratta della prima cantina vitivinicola in Italia a ricevere il riconoscimento. Tutto merito della riduzione progressiva negli anni dell’utilizzo dei materiali plastici lungo tutta la filiera produttiva, in linea con una viticoltura biologica e biodinamica attenta all’ambiente e volta a salvaguardare la biodiversità e il paesaggio.

A consegnare ufficialmente la certificazione al presidente di cantina Bio sociale Orsogna, Giuseppe Micozzi e al direttore ed enologo, Camillo Zulli, sono stati Enrico De Micheli, amministratore delegato e Giovanni Rosato, mandatory certification manager di Rina Agrifood srl, che conferisce la certificazione Plastic Free, assegnata finora ad oltre 50 imprese nel mondo, di cui 15 in Italia, e Giovanni Candeloro, scheme manager di Eco Sphere Academy, che ha sviluppato nel 2019 il sistema di gestione aziendale volto a ridurre progressivamente la plastica monouso, su cui la certificazione si basa.

La Bio Cantina sociale Orsogna è presente anche quest’anno al Vinitaly con uno suo spazio per proporre le varie etichette di una realtà leader in Abruzzo e in Italia della viticoltura biologica e biodinamica, con circa 300 soci operativi su 1.500 ettari di vigneto, da anni impegnata nella tutela della biodiversità e nella riscoperta di antichi vitigni, ben 12, in particolare nell’area pedemontana della Maiella Orientale. In questa edizione Bio cantina sociale Orsogna ha proposto tre convegni dedicati all’utilizzo sostenibile del rame in viticoltura, all’economia circolare e alle novità sui meccanismi di generazione di Carbon credit in agricoltura, alla Blockchain sulla tracciabilità dalla raccolta delle uve fino alla vinificazione buona pratica rappresentata dalla Cantina Sociale Valpeligna.

“Questo riconoscimento ci riempie di soddisfazione – ha commentato Zulli -, perché è l’esito di un percorso iniziato nel 2012, quando abbiamo deciso, nelle bottiglie dell’etichetta Lunaria, di rimuovere le capsule, sia per il vino che per lo spumante, nell’ambito di un progetto del Wwf, a tutela in particolare delle tartarughe marine. Abbiamo poi progressivamente ridotto la plastica negli imballaggi e nella fase di spedizione. Nelle nostre bottiglie di Zero puro le etichette sono state progettate per favorirne la separazione in ottica di riciclo. Ed anche per quello che riguarda la carta utilizziamo quella che proviene da foreste con certificazione Fsc, che garantisce la gestione responsabile, e il rispetto di rigorosi standard ambientali, sociali ed economici”.

Per l’ad De Micheli, “è per noi un motivo di soddisfazione conferire la certificazione ad una realtà così dinamica e attenta, la prima rilasciata per una cantina, in Italia e in Abruzzo. Pregio di questa certificazione è il suo carattere progressivo, di costante affinamento e miglioramento delle pratiche produttive in direzione della minimizzazione, in questo caso, dell’uso della plastica”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Giovanni Rosato: “Bio cantina Orsogna è una esemplare realtà abruzzese che ha intrapreso un percorso strutturato verso la riduzione dell’utilizzo di plastica lungo tutta la filiera. Lo standard Plastic Free è molto esigente e dettagliato, promuove l’adozione di soluzioni concrete per raggiungere l’obiettivo, favorendo l’utilizzo di materiali alternativi, riciclati o riciclabili, con lo sguardo verso un miglioramento continuo e riduzione dell’impatto ambientale”.

Grazie alla sola certificazione Plastic free, è stato calcolato che le emissioni di Co2 in atmosfera è stata ridotta in un anno di oltre 48 tonnellate, l’equivalente all’impronta di carbonio di 70 voli da Roma a Miami.

“Di questi – ha concluso Candeloro – la riduzione di una tonnellata di emissioni equivalenti di Co2 sono da ascrivere a Bio Cantina Sociale Orsogna. La certificazione, va evidenziato, valorizza tutte le buone pratiche che l’azienda ha messo in atto nel corso degli anni con un grande lavoro a 360 gradi lungo tutta la filiera produttiva. Ad esempio avendo internalizzato la produzione di ammendanti, si è ottenuto un importante riduzione degli imballaggi di plastica necessario nel trasporto da fuori azienda”.


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