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Dirigenti scolastici, 320 euro lordi mensili in più e fino 6mila euro lordi di arretrati (in parte già assorbiti da IVC). Cosa prevede il CCNL firmato

L’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni ha ospitato la sottoscrizione definitiva del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dell’Area Istruzione e Ricerca per i dirigenti e i dirigenti scolastici relativamente al triennio 2022-2024.

La firma definitiva dà corso a tutte le disposizioni contenute nel nuovo contratto. Gli effetti decorrono dal giorno successivo alla sottoscrizione. L’intesa aveva già trovato la sua ipotesi di contratto l’11 maggio scorso. La ratifica odierna conferma integralmente il testo di quell’ipotesi.

L’adeguamento retributivo complessivo previsto dall’intesa raggiunge il 6% sul trattamento stipendiale. L’incremento si distribuisce lungo il triennio di riferimento.  La firma apre le procedure per l’avvio immediato delle trattative relative al triennio successivo 2025-2027.

L’aumento a regime stabilito dal contratto ammonta a 320 euro lordi mensili. L’importo include l’indennità di vacanza contrattuale e l’anticipazione CCNL già erogate in precedenza.

Gli arretrati spettanti ai dirigenti in servizio raggiungono 6.337,82 euro lordi per i dirigenti entrati in servizio entro il 31 dicembre 2023. La data di calcolo degli arretrati è il 31 agosto 2026.

Il dettaglio delle somme effettivamente spettanti varia in base alla data di immissione in ruolo dirigenziale o di collocamento a riposo. Il documento contrattuale non fornisce una tabella unica per tutte le casistiche.

L’importo degli arretrati si riferisce esclusivamente ai dirigenti che risultano in servizio alla data del 31 dicembre 2023.

Le modifiche alla retribuzione di posizione e al Fondo Unico Nazionale

Dal 1° gennaio 2024 la retribuzione di posizione parte fissa annua lorda registra un aumento di 1.170,00 euro. L’importo passa da 13.345,11 euro a 14.515,11 euro. L’incremento mensile lordo corrisponde a 90,00 euro. Il Fondo Unico Nazionale subisce un incremento stabile di 11 milioni di euro lordo dipendente a partire dalla medesima data. L’importo di 8.827.650,00 euro finanzia l’aumento della retribuzione di posizione parte fissa.

La quota di 2.172.350,00 euro contribuisce ad accrescere l’ammontare complessivo del FUN. Il Fondo mantiene la destinazione attuale per l’85% alla retribuzione di posizione e per il restante 15% al risultato.

Dal 1° gennaio 2025 il Fondo Unico Nazionale riceve un ulteriore incremento di 1.280.000,00 euro lordi annui. Tale importo corrisponde allo 0,22% del monte salari 2021.

Il contratto non prevede un meccanismo di adeguamento automatico per le diverse situazioni di servizio. Il testo definitivo non contiene clausole di revisione periodica degli importi oltre quelle già fissate per il 2024 e il 2025.


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