Detenuti al lavoro a Staglieno: il Comune studia il piano con le carceri di Marassi e Pontedecimo

Genova. Riprendere le buone pratiche del passato e aggiornarle per offrire una reale seconda possibilità a chi ha sbagliato. Il Comune di Genova riparte dai servizi cimiteriali, e in particolare dal Cimitero Monumentale di Staglieno, per dare un nuovo impulso all’inserimento socio-lavorativo dei detenuti. Il progetto è stato confermato oggi durante la Commissione consiliare dedicata alla Consulta Carcere-Città, l’organismo nato nel 2025 per “abbattere il muro tra istituti di pena e tessuto urbano”.
Il piano prevede l’impiego di persone in detenzione attraverso il ricorso all’”articolo 21″, vale a dire la norma che permette il lavoro all’esterno per i detenuti. Secondo quanto emerso durante la discussione, le prime interlocuzioni con il carcere di Pontedecimo hanno già dato esito positivo, ma resta il problema della logistica: la distanza geografica tra la struttura della Valpolcevera e il cimitero della Valbisagno rappresenta un ostacolo organizzativo di non facile gestione, per la quale si sta procedendo per cercarne una soluzione. Per questo motivo l’assessore al Lavoro, Emilio Robotti, ha annunciato l’intenzione di estendere la proposta anche al carcere di Marassi, decisamente più a portata.
Il progetto richiederà una riorganizzazione dei servizi penitenziari e percorsi di formazione specifici per i dipendenti comunali che operano a Staglieno, cosa che l’amministrazione comunale e le direzioni delle carceri – presenti in commissione – si sono detti disponibili ad attivare.
Durante la commissione si è parlato anche di come “lavorare” per azzerare o comunque mitigare il rischio di recidiva, una delle cause principali dell’interruzione dei percorsi di rinserimento sociale dopo-pena. “L’obiettivo è quello di costruire una rete di accoglienza strutturata che intervenga prima della fine della pena – ha sottolineato l’assessora al Welfare Cristina Lodi – Una strategia che connetterà lo sportello Ucil (Ufficio coordinamento inserimenti lavorativi), il progetto StarTappe e il neonato Centro per la giustizia riparativa, inaugurato lo scorso giugno. Fondamentale sarà anche il tema della casa – ha sottolineato Lodi – Il diritto al lavoro deve andare di pari passo con quello a una soluzione abitativa”.
Per i prossimi mesi Genova, prima città in Italia a essersi dotata di una Consulta Carcere-Città, si prepara ora a un fitto calendario di tavoli tematici per affrontare l’inclusione a 360 gradi. Dopo i focus su lavoro e sanità, il prossimo 10 luglio si discuterà di diritti civili e anagrafe. A settembre l’attenzione si sposterà sulla casa, a ottobre sulla tutela di donne e minori, per chiudere a dicembre con il nodo sicurezza e i legami con la comunità urbana.




