>ANSA-FOCUS/ Zelensky incassa la licenza per i Patriot, ‘un passo per la pace’ – Altre news
(di Luca Ferrero)
La svolta tanto attesa è giunta
nel bilaterale di Ankara. Dove Donald Trump, finalmente, ha teso
la mano a Volodymyr Zelensky. “Vi concederemo la licenza per
produrre il Patriot”, ha annunciato il tycoon al presidente
ucraino in favore di telecamere. “Con il rispetto di tutti gli
altri partner, il sistema Patriot è il migliore”, ha incassato
Zelensky. Per Kiev, che da tempo incalza gli Usa sul tema,
l’autonomia nella produzione del sistema antiaereo sarebbe un
passo in avanti decisivo per la difesa dai missili balistici e
ipersonici russi. “Vi mostreremo come si fanno, così non potrete
lamentarvi”, ha aggiunto il presidente americano nello spicchio
del faccia a faccia tra i due leader aperto alla stampa.
Un’occasione per affrontare gli sviluppi della guerra, ma anche
per tornare su un rapporto personale non sempre facile.
L’Ucraina, di fatto, è stato il dossier sul quale si è
maggiormente concretizzata l’unità di intenti tra gli Usa e gli
Alleati, nonostante anche ad Ankara gli attacchi di Trump
all’Europa siano stati veementi. A margine del vertice Nato, i
due presidenti sono apparsi l’uno accanto all’altro, su due
poltroncine, in una coreografia molto simile a quella della Casa
Bianca nel febbraio 2025. Ovvero nell’incontro che segnò il
punto più basso nei rapporti tra i due leader. Questa volta è
stato lo stesso Trump ad allontanare lo spettro dello scontro.
“Dallo Studio Ovale a oggi, io e Zelensky abbiamo sviluppato un
buon rapporto”, precisa. Poi, ha ammesso di parlare “molto” con
il presidente russo Vladimir Putin, e “un po’ meno” con quello
ucraino. E ha insistito: “Putin è un personaggio difficile, e lo
è anche Zelensky, ma abbiamo fatto molti progressi”.
Il tycoon non ha risparmiato frecciatine a entrambe le parti
in causa e non si è sbilanciato sull’esito del conflitto. “Putin
vuole mettere fine alla guerra”, ha tuttavia ribadito, lasciando
intuire che molto presto tornerà a confrontarsi con il
presidente russo. Ma la postura di Trump sembra cambiata. Sugli
attacchi ucraini in Russia, ad esempio, pur ammettendo che
rappresentano un escalation, il presidente americano ha
sottolineato: “potrebbero contribuire a mettere fine alla
guerra”.
Zelensky ha assistito al quasi-monologo di Trump per la
maggior parte in silenzio. “Ringrazio per il sostegno americano
e so che Trump farà il possibile per fermare questa guerra”, è
stata la linea del presidente ucraino. Che non ha rinunciato a
sottolineare come le “condizioni di Putin per la pace stiano
cambiando”. Ha parlato di una Russia “all’inizio più forte” e
che ora “perde terreno”. E ha posto l’accento sul “sopravvento
tecnologico” acquisito, soprattutto nella “battaglia dei cieli”.
Infine, quando è stato chiamato a rispondere su un eventuale
incontro con Putin a Mosca, Zelensky ha ironizzato tra i sorrisi
dei cronisti: “E’ difficile che vada, ci sono molti droni
ucraini da quelle parti, è pericoloso…”.
Le cosiddette garanzie di sicurezza per Kiev dopo un’eventuale
tregua sono state tra i temi centrali del bilaterale. E, su
questo dossier l’Europa è chiamata a muoversi da protagonista.
Il presidente francese Emmanuel Macron, a margine del vertice di
Ankara, ha preannunciato future ‘esercitazioni’ militari
congiunte della cosiddetta Coalizione dei Volenterosi’. Sarà
questo uno dei topic principali della riunione dei Volenterosi
prevista il 13 luglio a Parigi, alla vigilia della Festa
nazionale francese. Macron si prepara ad accogliere all’Eliseo i
leader di una trentina di Stati aderenti per preparare “garanzie
di sicurezza” per l’Ucraina nel quadro di un futuro accordo di
pace. E per riproporre Parigi tra le capitali guida della
Coalizione.
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