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da 0-2 a 3-2 nei 20 minuti finali

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A Milano, allo stadio di San Siro, la semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Inter e Como si apre con un avvio clamoroso della formazione ospite: dopo lo 0-0 dell’andata, il Como parte con aggressività e con il piglio di affrontare ad armi pari la squadra più blasonata. Così trova il vantaggio nel primo tempo: Martin Baturina, servito al centro dell’area, batte Martinez e porta avanti i suoi.

La squadra guidata da Cesc Fàbregas continua a colpire e a mettere in difficoltà i nerazzurri con pressing alto, ripartenze veloci e attacchi sulle fasce. Ed ecco che poco dopo il vantaggio, Kempf colpisce anche un palo, mentre Douvikas sfiora il raddoppio. L’Inter fatica a costruire gioco, con la coppia offensiva poco incisiva e diversi errori nella trequarti.

Il raddoppio e le difficoltà dell’Inter

L’inizio della ripresa segue lo stesso copione del primo tempo. Il Como trova infatti il gol del 2-0 con Lucas Da Cunha, che approfitta di un errore difensivo e si presenta solo davanti alla porta, battendo nuovamente Martinez. Il doppio svantaggio metterebbe in ginocchio chiunque, anche perché mette l’Inter in una situazione critica, vicina a quella che sarebbe stata la dodicesima sconfitta stagionale. Anche sul piano del gioco, i nerazzurri appaiono appannati, incapaci di trovare soluzioni offensive che facciano pensare all’impresa clamorosa.

La reazione nerazzurra guidata da Calhanoglu

La svolta arriva invece negli ultimi 20 minuti, grazie anche ad un paio di cambi opportuni dell’ultima mezz’ora: un intelligente Pio Esposito apre come un apriscatole la difesa del Como creando spazi importanti (sui quali si infilerà per ben due volte l’implacabile Çalhanoğlu), mentre Dumfries diventa un muro sulla destra. Molto buoni anche gli apporti di Diouf e Sucic, soprattutto al posto dell’evanescente Bonny. Ultima citazione per Martinez: incolpevole sui gol, al momento buono diventa l’uomo dei miracoli salvando almeno quattro interventi decisivi.

Sul piedistallo il protagonista della rimonta: Hakan Çalhanoğlu. Il centrocampista turco accorcia le distanze con un tiro da fuori area, deviato e reso imparabile. Il gol riapre completamente la partita e restituisce fiducia alla squadra. Con il passare dei minuti, l’Inter aumenta la pressione e trova il pareggio ancora con Çalhanoğlu, questa volta di testa su assist di Sucic. Una rete insolita per il turco, ma decisiva per riportare il risultato in equilibrio.

Il gol decisivo nel finale

Quando la partita sembra indirizzata verso i tempi supplementari, arriva il gol che completa la rimonta. A pochi minuti dal novantesimo, Çalhanoğlu (ancora lui) serve un assist preciso per Petar Sučić, che controlla e conclude sul secondo palo, firmando il 3-2 definitivo. Il gol scatena la reazione del pubblico e chiude una rimonta costruita in circa venti minuti. Decisivo anche l’atteggiamento della squadra e dello stesso Chivu, protagonista di un episodio simbolico poco prima del terzo gol, quando si avventa su un pallone per accelerare una rimessa laterale.

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Analisi della partita e dichiarazioni

La gara conferma la differenza di esperienza tra le due squadre. L’Inter riesce a ribaltare una situazione complessa grazie alla qualità dei singoli e alla profondità della rosa, mentre il Como paga alcune disattenzioni e l’inesperienza nei momenti decisivi. Nonostante la sconfitta, Fàbregas sottolinea la prestazione della sua squadra: il Como dimostra organizzazione e personalità, ma non riesce a concretizzare le occasioni, come nel caso dell’azione in cui Diao, entrato nel secondo tempo, manca il possibile 3-1, fermato da Martinez. Dall’altra parte, Chivu valorizza il risultato ottenuto: la squadra ha mostrato determinazione e capacità di reagire, elementi che hanno permesso di raggiungere la finale.

Verso la finale di Roma

Con questa vittoria, l’Inter conquista l’accesso alla finale di Coppa Italia, in programma il 13 maggio a Roma. I nerazzurri affronteranno la vincente della sfida tra Atalanta e Lazio. Per la squadra milanese si tratta di un traguardo importante, che apre la possibilità di conquistare un doppio titolo stagionale, accoppiando Coppa Italia e campionato. Una prospettiva che riporterebbe alla memoria precedenti storici di successo.


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