Croce Rossa Pn, il 25 aprile torna la tradizione del “Bocolo di San Marco”
PORDENONE – Il 25 Aprile a Pordenone e a Venezia si festeggia San Marco, patrono delle due città. Da ormai 10 anni anche nella nostra città così come a Venezia, torna la tradizione del dono del bocciolo di rosa rossa (in dialetto bòcolo).
Artefice dell’iniziativa è il Comitato Croce Rossa di Pordenone che anche nel recente incontro con lo scrittore Alberto Toso Fei tenutosi lo scorso 17 aprile ha voluto ripercorrere la storia del bocolo e quindi il legame con la bellissima città veneta.
In questa ricorrenza, infatti, la tradizione vuole che ogni innamorato regali alla sua amata un bocciolo di rosa rossa.
Per i veneziani questa è una festa molto sentita, legata ad una leggenda che narra dell’amore contrastato tra due giovani: Maria, figlia del Doge Orso Partecipazio, e Tancredi un ragazzo del popolo, un semplice cantastorie senz’arte né parte.
La ragazza era straordinariamente bella, con occhi intensi e ardenti, tali da farle meritare il soprannome di Vulcana. Determinata a trovare un modo per convincere il padre ad accettare la relazione con il suo amato, convinse Tancredi a partire come soldato al seguito dei paladini di Carlo Magno, in modo di coprirsi d’onore in battaglia e dimostrare così al Doge di essere un uomo valoroso, degno di avere l’amore della sua amata figlia.
Così Tancredi, in poco tempo divenne il terrore dei Mori, ricoprendosi di gloria al fianco di Orlando, Rinaldo e gli altri paladini. I cantastorie e i menestrelli cantavano ora anche le gesta eroiche di Tancredi e Vulcana, intanto, si preparava al ritorno del suo amato, felice di aver vinto l’opposizione del padre al suo amore. Ma questo lieto fine non si avverò mai perché Tancredi cadde in battaglia, tradito dal suo stesso ardore e dall’impeto della sua giovane incoscienza che lo portava ad esporsi troppo per essere degno della sua amata.
Quando i paladini fecero il loro ingresso in città, Maria cercò, con i suoi occhi ardenti, l’amato ma un compagno d’armi di Tancredi le si avvicinò e le porse una rosa rossa del sangue del suo Tancredi. Prima di morire, il ragazzo aveva pensato a lei ed era riuscito a staccare un bocciolo di rosa, intinto del suo stesso sangue, per la sua Vulcana.
Maria impietrita dal dolore non disse niente e con la rosa tra le mani si ritirò nelle sue stanze, dove fu ritrovata esangue con il suo bocciolo di rosa, tornato fresco come appena colto.
Questo narra la leggenda, e il dono del bòcolo è diventato un gesto d’amore non più e solo nei confronti di un’amata, ma di una persona in generale che merita un così dolce gesto d’amore.
Le Volontarie e i Volontari del Comitato Croce Rossa di Pordenone saranno in prossimità della Loggia del Municipio dalle 9 alle 13 e in Piazza Cavour dalle 9 alle 18 per proporre l’acquisto del bocciolo di rosa. Da quest’anno sarà anche possibile prenotare in anticipo il proprio “Bocolo” e poi ritirarlo nel punto allestito dal Comitato Croce Rossa di Pordenone vicino alla Loggia del Municipio (dalle 9 alle 13). Per farlo è sufficiente compilare il form disponibile cliccando qui Prenotazione Bocolo di San Marco 2026. La donazione parte da € 5,00.
«La tradizione di donare il “bocolo” è un gesto d’amore – precisa il Presidente del Comitato Croce Rossa Italiana di Pordenone Ludovico Mellina Bares – così come le tante ore che le nostre Volontarie e i nostri Volontari donano al prossimo. Per questo noi di Croce Rossa ci impegniamo da anni a portare i boccioli di rose rosse nelle piazze della nostra città. La donazione, ci aiuterà nelle tante attività che per 365 giorni l’anno mettiamo in campo per chi ne ha bisogno».




