Dal Libano del 1982 al Medio Oriente di oggi: a Trieste torna il reportage di Almerigo Grilz con il libro curato da Guido Giraudo VIDEO-INTERVISTA
23 aprile 2026 – ore 19:00 – Il Libano del 1982 raccontato attraverso lo sguardo di Almerigo Grilz per leggere le tensioni del Medio Oriente di oggi. È il tema al centro della presentazione del libro “Il primo reportage”, curato da Guido Giraudo, ospitata nella sala Unicusano di via Fabio Severo e promossa dall’associazione Spazio InAttuale. Il volume raccoglie articoli, fotografie e disegni realizzati da Grilz nei primi anni Ottanta, in particolare durante il suo primo reportage in Libano tra agosto e settembre 1982, nel pieno della guerra civile e dell’invasione israeliana. Un’esperienza che segnò l’avvio della sua carriera internazionale come reporter. Nel corso dell’incontro è emersa la forte attualità dei testi, capaci di evidenziare analogie con le dinamiche odierne del Medio Oriente, a distanza di oltre quarant’anni. La serata ha offerto un’occasione di confronto sui conflitti contemporanei “senza preconcetti e paraocchi”, in linea con lo spirito dell’associazione organizzatrice.
“Beh, con Almerigo eravamo ragazzi insieme, eravamo giornalisti insieme. L’ho conosciuto inizialmente, ovviamente, per motivi politici, perché abbiamo militato dalla stessa parte e poi anche per motivi professionali. Lui collaborava col settimanale che io allora dirigevo, Il Candido, ed è questo il motivo del libro: due anni di articoli di Almerigo Griz pubblicati su questo settimanale che raccontano quello che è stato Almerigo Griz nella sua vita di uomo politico, nella sua attività di giornalista, fino appunto al suo primo reportage professionale che lo lancerà nel mondo del reporter internazionale”, ha spiegato Giraudo. Il curatore ha sottolineato anche la scelta filologica di non intervenire sui testi originali: “Sì, era un discorso, diciamo, filologico. Il problema che ci si pone, naturalmente, è che gli articoli scritti per un settimanale, oltretutto nei tempi e con i ritmi dei settimanali, spesso possono avere delle imperfezioni. Però non ho voluto correggerle, ho voluto lasciare tutto così com’era, anche le maiuscole, le virgole, tutto così come era stato pubblicato, perché mi sembrava corretto: metterci le mani non è mai una cosa giusta”.
Sull’attualità dei contenuti, Giraudo ha evidenziato: “Beh, dentro il libro ci sono alcune cose straordinariamente attuali, non solo per quello che riguarda l’invasione del Libano, che ormai è quasi un’abitudine, ma quella dell’82 fu la prima invasione israeliana del Libano e le modalità, le logiche non sono molto differenti da quelle attuali, anche per il dramma della popolazione. Ma ci sono anche articoli sull’attività politica che sono in qualche modo d’attualità. Citavo, per esempio, la Marcia per l’Europa, in cui i giovani di Trieste, ai tempi, quindi nel 1981, chiedevano che l’Europa avesse un suo esercito per combattere, per resistere contro un’eventuale invasione della Russia. Allora si chiamava Unione Sovietica, ma è sempre quella”. Infine, la scelta di non percepire proventi dal libro: “Per due motivi: primo, perché non ci siano polemiche, perché nessuno possa dire: ‘Ecco, scrivi dei libri su un tuo amico per poi guadagnarci’. E poi, ed è la stessa storia, ovviamente, per un motivo etico. Non si scrive di qualcuno a cui si è voluto bene pensando magari di portare a casa qualche soldo. Si scrive perché si vuole lasciare una memoria per gli altri”. A completare il volume, la prefazione è stata curata dal giornalista Pietro Comelli. Alla presentazione sono intervenuti, tra gli altri, anche Fulvio Sluga e Dario Bilucaglia, contribuendo ad arricchire il dibattito sui temi affrontati nel libro e sul loro legame con l’attualità. Grilz, primo giornalista italiano caduto in guerra nel dopoguerra, fu ucciso nel 1987 in Mozambico mentre documentava la guerra civile.
Articolo di Francesco Viviani




