«Costruiamo la città della prossimità»
MACERATA In centinaia in piazza San Giovanni ieri pomeriggio per l’appuntamento con la segretaria nazionale del Pd Elly Schlein: «Dobbiamo costruire una città della prossimità, dove sai che se bussi alla porta nessuno te la sbatterà in faccia», è stato uno dei messaggi lanciati. In platea schierato il vecchio e il nuovo centrosinistra. Inizia la segretaria dem Ninfa Contigiani: «Siamo su un crinale decisivo per il futuro di questa città: Macerata è pronta a voltare pagina, questa occasione dobbiamo saperla giocare e rimettere al centro delle politiche di questa città prima le persone e poi i cantieri. Il capoluogo deve saper favorire il buon lavoro e l’occupazione, solo così si cresce».
L’intervento
Il candidato sindaco del centrosinistra, Gianluca Tittarelli, non ha risparmiato critica all’amministrazione Parcaroli: «Questa comunità sta perdendo tante opportunità e tante le ha perse. Porto con me tre bagagli, la prima è l’azienda dove ho imparato che le scadenze vanno rispettate, la seconda scuola è lo sport e sono presidente di una società storica di volley (la Pallavolo Macerata, ndr) dove ho imparato che da soli non si vince, la terza scuola è la Caritas dove ho imparato che una comunità si misura da come accoglie gli ultimi, non esistono scarti ma solo gente che aspetta una mano per rialzarsi».
Infine Elly Schlein che ha appena ricevuto la maglia del team di volley di Tittarelli: «Un piacere essere di nuovo a Macerata per sostenere un progetto costruito con amore e con cura cercando l’unità di tutte queste forze e trovando la persona migliore come candidato sindaco. Gianluca sa fare squadra, la città ha tante energie che hanno voglia di essere messe in rete. Il progetto nasce dal basso, dalla volontà di costruire insieme un futuro migliore con ascolto e partecipazione. Vorrei parlare di quello che vogliamo fare noi, non degli altri. Quello che ci unisce è scritto nella nostra Costituzione antifascista, non c’è miglior programma degli articoli della Costituzione. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, non povero, non precario, non sulla cassa integrazione ma sul lavoro dignitoso. Più della metà dei giovani under 24 ha un contratto precario a breve termine: come si fa a costruire un futuro, una famiglia in questo modo? Non si può accettare che l’Italia abbia i salari più bassi di Europa, serve un salario minimo, sotto i nove euro è sfruttamento. Per contrastare la precarietà bisogna contrastare i contratti precari. C’è una proposta che abbiamo fatto per un congedo paritario, vogliamo aiutare anche i padri a veder crescere i propri figli, questo significa avere a cuore i bisogni delle persone che ci circondano, prendersi cura della città, non lasciare nessuno indietro».
Infine l’auspicio: «Chiedo di fare una campagna elettorale su queste cose, sul diritto alla casa per esempio, investendo nell’edilizia sociale e sul fondo per l’affitto. La ripartenza può arrivare soltanto dall’ascolto, noi siamo testardamente unitari».




