controlli no-stop nella chiesa assediata

ANCONA – Ad una settimana dalla denuncia raccolta dal Corriere Adriatico, don Samuele è stato ricevuto ieri in Prefettura. Il parroco delle Grazie, che aveva scritto a Valiante ed al vescovo Spina per denunciare l’assedio dei maranza fuori dalla sua parrocchia, è stato infatti ricevuto in sede di Comitato provinciale di Ordine e Sicurezza assieme al questore Cesare Capocasa, al sindaco Daniele Silvetti ed al comandante della polizia locale Marco Ivano Caglioti, oltre che con i vertici delle altre forze dell’ordine.
L’incontro
Un lungo incontro necessario a mettere alcuni punti fermi dopo il polverone sollevato dall’uscita allo scoperto del sacerdote, esasperato dallo spaccio e dal teppismo che da tempo si produceva sul sagrato della sua chiesa. Don Samuele è arrivato in Prefettura, in piazza del Papa, ieri mattina intorno alle 11, pochi istanti dopo il questore Capocasa. I due si sono fermati a parlare a lungo all’ombra della torre campanaria del Palazzo del Governo, un assaggio di quello che sarebbe stato il dibattito poi continuato all’ultimo piano della sede dell’Ufficio territoriale del Governo. La novità è che l’attenzione sulle Grazie non è calata.
La situazione
Dopo l’istituzione dei controlli serrati nei pressi della chiesa di don Samuele, infatti, i teppisti che avevano per mesi generato paura e disagio in fedeli e famiglie si sono volatilizzati. Sono bastati i colori di istituto di una volante a spezzare la catena di spaccio, vandalismi e comportamenti blasfemi, tra bestemmie scritte sui muri e ampolle d’acqua santa trafugate. L’allerta, però, resta altissima. Il questore Capocasa avrebbe infatti confermato, come anticipato dal Corriere, che i maranza delle Grazie erano gli stessi finiti sotto la lente nei mesi scorsi per le scorribande in piazza Roma, in centro. Anche lì, i controlli avevano portato al progressimo calmarsi della situazione. Ma quel silenzio non era una vittoria, era semplicemente il sintomo di un problema che si sposta. Che dal centro va in periferia, lontano dai riflettori. E se non fosse stato per il coraggio di don Samuele, chissà per quanto tempo ancora sarebbe andato avanti. Ora il tema è proprio questo: evitare di commettere lo stesso errore per la seconda volta. Per questo motivo, il prefetto ed il questore hanno disposto un focus specifico sul parco di Villa Beer, quello di più vicino alla parrocchia e la meta più probabile per l’ennesima peregrinazione dei vandali in fuga dalla polizia. Del resto, il parchetto delle Grazie era già stato protagonista di episodi sgradevoli e si trova a meno di un centinaio di metri dal sagrato di don Samuele. Che ieri, comunque, è stato redarguito: poteva e doveva farsi vivo prima, e soprattutto prima di farlo sulla stampa. Più che un rimprovero, è il rammarico per una scelta che avrebbe potuto mettere in ulteriore pericolo la parrocchia.




