la “poesia delle periferie” entra in toponomastica
Non è solo un cambio di nome su una mappa, ma un atto di “memoria attiva”. Con queste parole l’assessore capitolino alla Cultura, Massimiliano Smeriglio, ha inaugurato il parco dedicato a Remo Remotti nel cuore del III Municipio.
L’iniziativa, nata dalla determinazione della figlia dell’artista, Federica, segna un punto importante nella strategia del Campidoglio per la risignificazione degli spazi urbani.
La cultura fuori dal centro
“Remo Remotti era di questo territorio: sapeva ascoltarlo e raccontarlo,” ha ricordato Smeriglio durante la cerimonia. L’intitolazione del parco di via Fucini sottolinea la volontà dell’amministrazione di portare il riconoscimento culturale oltre i confini del centro storico e dei circuiti istituzionali.
Remotti, con la sua figura anticonvenzionale, rappresenta perfettamente quella cultura che nasce e respira nelle borgate e nei quartieri residenziali, dove si costruisce il vero tessuto sociale della città.
Una nuova “mappa” per Roma
Il nome di Remotti è solo il primo di una serie di nuovi ingressi nella toponomastica romana approvati dalla Commissione consultiva. Il piano di “risignificazione” della città prevede infatti:
Protagonisti della cultura: Presto verranno dedicati spazi a registi e intellettuali come Claudio Caligari, Gillo Pontecorvo e Goliarda Sapienza.
Colmare il gap di genere: Nuove strade per icone come Margherita Hack, Rossella Falk, Tina Merlin e Teresa Mattei.
Impegno civile e decolonizzazione: Confermate le intitolazioni a Bobby Sands, Amilcar Cabral e il ricordo dei deportati del rastrellamento del Quadraro con il sottopasso “Nido di Vespe”.
L’area verde di Talenti diventa così un luogo dove la tradizione culturale meno ortodossa di Roma trova casa, offrendo ai residenti — per usare le parole dell’assessore — l’opportunità di parlare alla città con la stessa libertà e poesia che Remotti ha donato ai romani fino ai suoi 90 anni.
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