Marche

Confindustra Fermo senza pace, scossone dopo il ricorso: Natali lascia la carica

FERMO Nuovo scossone in Confindustria Fermo: Maurizio Natali ha presentato le dimissioni dall’incarico di vice presidente. Un incarico che ha ricoperto per poco più di venti giorni. Natali resterà alla guida delle sezioni della sanità all’interno della stessa associazione fermana e di quella maceratese. La decisione è strettamente collegata al ricorso presentato dal gruppo dei contrari all’aggregazione tra Fermo, Macerata e Ancona, ma, come ha precisato lo stesso avvocato (che rappresenta la società R.i.t.a., proprietaria della casa di cura privata “Villa Verde”), nulla c’entra, almeno direttamente, con la diatriba sul percorso aggregativo.

 

L’eccesso

Lo spiega così lo stesso Maurizio Natali: «Mi è stato contestato un eccesso di deleghe per cui o lasciavo una delle due sezioni (Fermo e Macerata ndr) o rinunciavo alla vicepresidenza. Ho preferito seguire le sezioni e quindi le aziende che ne fanno parte, anche perché nel 2026/2027 entrerà in vigore il “decreto concorrenza”. Non me la sono sentita di lasciare le due sezioni in questo momento così complesso». Il decreto concorrenza citato da Natali va a riformare il sistema di accreditamento istituzionale e i contratti tra il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e le strutture private convenzionate, bilanciando apertura al mercato e continuità assistenziale. Una assoluta rivoluzione che coinvolge sia le aziende che vogliono mantenere il loro status sia quelle che invece puntano ad entrare nel circuito. La contestazione mossa a Natali si trova al punto numero 9 dell’istanza di verifica e interpretazione statutaria inviata al collegio dei probiviri di Confindustria Fermo e firmata da 5 imprenditori del settore calzaturiero, espressione del gruppo dei contrari al percorso aggregativo.

Le imprese

«Ho spiegato alla presidente di Confindustria Fermo Elisabetta Pieragostini la mia decisione e la scelta che è ricaduta sulle imprese» insiste Maurizio Natali. Che poi ringrazia la stessa presidente e chi gli ha dato fiducia, ma ci tiene a precisare che la sua decisione non è stata assolutamente una conseguenza della battaglia tra favorevoli e contrari al percorso aggregativo di Confindustria Fermo. «Non c’entra e non può entrarci – spiega lo stesso avvocato – perché fino a che non c’è il voto dell’assemblea, non c’è nulla. Il percorso che porterà ad una eventuale aggregazione è ancora molto lungo». Lo stesso Natali ricorda come solo dopo il voto dell’assemblea di Confindustria Fermo (Ancona e Macerata hanno già compiuto questo passo) si avvierà il percorso. È altresì evidente che se la battaglia per l’aggregazione non ha inciso in modo diretto sulle dimissioni da vice presidente, lo ha fatto indirettamente attraverso il ricorso. E secondo lo stesso avvocato, il suo dietro front rappresenta un’occasione per la presidente di Confindustria Fermo Pieragostini per cercare un confronto e una maggiore sintonia con il gruppo dei contrari. Sintonia che per altro la neo presidente ha già cercato nominando vice presidente il calzaturiere monturanese Gianni Gallucci, contrario all’aggregazione. Ma più che le parole, ora si attende la decisione del collegio dei probiviri che dovrebbe arrivare, giorno più giorno meno, verso il 20 settembre, considerando la sospensione del mese di agosto.




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