«Noi pronti a chiedere i danni»

MACERATA – Nel botta e risposta tra Regione e Ata3 sulla questione della discarica entra a gamba tesa il centrosinistra. «La destra ha perso la sua verginità che era rappresentata dalla tanto sbandierata unità e compattezza. Tutti contro tutti, si naviga a vista e a farne le spese è la comunità maceratese», attacca il segretario provinciale del Pd Angelo Sciapichetti.
L’affondo
«La stessa Regione governata da Acquaroli, è costretta ad intervenire pesantemente tramite la Direzione ambiente, nei confronti dell’Ata 3 costituita in gran parte da sindaci della stessa parte politica per le procedure adottate relative alle modifiche della graduatoria dei siti relativi all’individuazione della nuova discarica provinciale che ha visto balzare inopinatamente ai primi tre posti Montefano (due siti) e Pollenza e inoltre, per i ritardi nella valutazione ambientale strategica». Esattamente quello che il Pd della provincia di Macerata, ha messo in evidenza e contestato nei mesi scorsi. «Ciò sarebbe bastato in tempi normali ad indurre ad una maggiore ragionevolezza e a rivedere il percorso adottato che peraltro espone (come già annunciato) a numerosi ricorsi al Tar. Invece la provincia tiene di fatto nascosta per circa un mese la missiva della Regione (certamente non usuale) che chiede di fare chiarezza sui criteri adottati per la stesura della nuova graduatoria che stravolge completamente il lavoro affidato alla Politecnica delle Marche e poi se ne esce con la risposta piccata del presidente che rivendica con orgoglio il percorso adottato. “La politica è scelta” caro presidente Gentilucci, è vero, ma un conto è scegliere nell’interesse del bene comune e un conto scegliere secondo criteri politici punitivi che anziché risolvere il problema lo aggrava». Il Pd sul tema dei rifiuti chiede ancora una volta di riprendere il percorso virtuoso del confronto costruttivo azzerando ad esempio la gestione del Cosmari che aveva portato fino pochi anni fa la provincia di Macerata ad essere un modello nella gestione dei rifiuti (oggi distrutto) a livello regionale e nazionale».
L’affondo
L’affondo di Mauro Romoli, sindaco di Pollenza: «Dovremmo probabilmente pagare per un ricorso (la settimana prossima impegneremo 15mila euro per sostenere le spese legali necessarie a sostenere il ricorso) che ha buone possibilità di essere vinto quando, alla luce della nota pervenuta dalla Regione, la cosa più saggia sarebbe l’annullo in autotutela. Se tutto andrà come penso non escludo di chiedere i danni e che il nostro Comune venga rifondato dei soldi spesi inutilmente per il ricorso legale».




