Emilia Romagna

Lepore sotto scorta dopo le minacce di morte: denunciati gli haters


Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, è stato posto sotto scorta dopo le numerose minacce di morte ricevute negli ultimi giorni attraverso social network e posta elettronica. La decisione è stata presa dalla Prefettura in seguito alla denuncia presentata dal primo cittadino in Questura, dove ha segnalato una serie di messaggi intimidatori arrivati dopo gli scontri che hanno devastato il centro storico in occasione delle manifestazioni seguite alla morte di Abderrahim Fakir. Il primo cittadino verrà accompagnato da due agenti e un’auto non blindata durante gli spostamenti.

Le minacce: “Ti veniamo a prendere”

Tra i messaggi finiti all’attenzione della Digos e della Procura compaiono frasi particolarmente gravi. “Ti veniamo a prendere. A te e ai tuoi figli”, scrive uno degli autori. Altri utenti arrivano a minacciare direttamente il sindaco con frasi come “Ti spariamo”, “Ti tiriamo le bombe” oppure “Sappiamo dove abiti”, accompagnando il messaggio con quello che ritenevano essere il suo indirizzo di casa, in realtà non più attuale. Alcuni commenti richiamano anche la morte di Abderrahim Fakir con espressioni particolarmente violente rivolte al primo cittadino.

La denuncia e le indagini

Dopo aver raccolto i messaggi ricevuti su Instagram, Facebook e via mail, Matteo Lepore ha presentato una denuncia in Questura. Secondo quanto emerso, gli investigatori stanno analizzando una decina di episodi ritenuti particolarmente allarmanti, alcuni pubblicati sotto i post del sindaco, altri comparsi in gruppi social ostili all’amministrazione comunale e altri ancora inviati attraverso messaggi privati. L’obiettivo è identificare gli autori delle minacce e accertarne eventuali responsabilità penali. La vicenda potrebbe essere affrontata anche nel corso di una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Per Lepore si tratta della prima volta che viene disposta una tutela personale di questo tipo. In passato erano già stati predisposti servizi di vigilanza in occasione di particolari eventi o tensioni, ma mai una scorta continuativa. L’intensificazione delle misure arriva alla luce dell’escalation di odio registrata negli ultimi giorni sui social.

Solidarietà bipartisan

Le minacce hanno suscitato una vasta solidarietà politica e istituzionale. La famiglia di Abderrahim Fakir, attraverso l’avvocato Fabio Anselmo, ha preso nettamente le distanze dagli insulti rivolti al sindaco: “La fine di Fakir non si può augurare a nessuno”, ha affermato il legale, esprimendo vicinanza a Lepore per le minacce ricevute. Messaggi di sostegno sono arrivati anche da Coalizione Civica, che ha parlato di un “clima d’odio” in cui il sindaco sarebbe diventato un “capro espiatorio”, ma anche dalle forze di opposizione in Consiglio comunale, con attestati di solidarietà da Fratelli d’Italia e Lega.

Le tensioni dopo la morte di Fakir

L’ondata di minacce si inserisce in un contesto di forte tensione seguito alla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto durante un intervento di polizia al Pilastro. Nei giorni successivi si sono svolte manifestazioni culminate, lunedì scorso, in una guerriglia urbana nel centro di Bologna, con scontri, danneggiamenti e numerosi interventi delle forze dell’ordine. Parallelamente, sui profili social del sindaco si è moltiplicato il numero di commenti offensivi e intimidatori, alcuni dei quali hanno portato all’apertura del fascicolo investigativo e all’adozione delle misure di protezione.


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