Con chi parlava Rocchi (arbitri)? Il momento delle intercettazioni
Il calcio italiano torna al centro di un’indagine che rischia di avere conseguenze profonde sull’intero sistema. Al centro del nuovo filone investigativo della Procura di Milano c’è il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di frode sportiva. L’attenzione degli inquirenti, guidati dal pubblico ministero Maurizio Ascione, si concentra in particolare su un episodio avvenuto il 2 aprile 2025 a San Siro. L’ipotesi investigativa riguarda presunti contatti finalizzati a evitare la designazione dell’arbitro Daniele Doveri, ritenuto “non gradito” all’Inter.
A margine, emerge anche il caso legato alla partita Udinese-Parma, con il coinvolgimento del Var Luca Paterna, indagato per falsa testimonianza in relazione a una presunta interferenza nelle decisioni arbitrali. In precedenza, il procuratore federale Giuseppe Chiné aveva archiviato questo caso, con il supporto della Procura generale dello sport presso il Coni, ritenendo concordanti le versioni fornite dai protagonisti. Tuttavia, nuovi elementi investigativi potrebbero riaprire il fascicolo.
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Nel frattempo, Rocchi si è autosospeso dall’incarico e sarà interrogato il 30 aprile a Milano. Solo dopo questo passaggio, gli atti verranno trasmessi alla Procura federale per eventuali valutazioni disciplinari.
Le possibili conseguenze sportive
Il procedimento potrebbe avere implicazioni rilevanti sul piano sportivo. La Procura federale dovrà accertare eventuali responsabilità di tesserati, dirigenti o soggetti collegati all’Inter. Le ipotesi di violazione riguardano: l’illecito sportivo (articolo 30 del Codice di giustizia sportiva), la slealtà sportiva (articolo 4), la responsabilità oggettiva o diretta del club.
Capi di imputazione che portano eventuali sanzioni, in base alla gravità dei fatti accertati, che potrebbero anche includere penalizzazioni in classifica, ammende o, nei casi più estremi, revoca dello scudetto o retrocessione. Non è escluso che possano esserci effetti anche sul campionato in corso o su quello successivo.
Le anomalie nel quadro investigativo
Il quadro, allo stato attuale, presenta diverse contraddizioni. Se l’obiettivo fosse stato evitare l’arbitro Doveri, resta da chiarire perché lo stesso direttore di gara abbia arbitrato Parma-Inter il 5 aprile 2025 e successivamente anche la semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Milan e Inter il 23 aprile. Inoltre, emerge il nome dell’arbitro Andrea Colombo, designato per Bologna-Inter del 20 aprile, partita terminata 1-0 tra polemiche per un’azione contestata.
Intanto, si è saputa l’origine dell’indagine: tutto risalirebbe da un esposto presentato da un avvocato di Verona in relazione a Inter-Verona dell’8 gennaio 2024. In quell’occasione, il Var non segnalò una gomitata di Bastoni a Duda nell’azione che portò al gol decisivo. Un ulteriore elemento riguarda la partita Udinese-Parma, segnalata dall’ex assistente Domenico Rocca, che denunciava un intervento diretto di Rocchi nella gestione del Var.
Paradossalmente, nello stesso esposto veniva evidenziato anche un presunto errore a sfavore dell’Inter: il mancato intervento Var in Inter-Roma del 27 aprile 2025, che avrebbe inciso sulla corsa allo scudetto. Elementi decisivi emergeranno dall’analisi giudiziaria di tutte le comunicazioni che hanno coinvolto il designatore arbitrale. “Chi parlava con Rocchi?”, “E cosa si dicevano?”. Solo in quel momento se ne saprà veramente di più.
L’indagine
Uno dei punti centrali dell’indagine riguarda ovviamente l’ipotesi di eventuale alterazione del risultato sportivo. Nella stagione precedente, lo scudetto è stato vinto dal Napoli, con l’Inter distanziata di un solo punto, la qual cosa farebbe pensare ad un “aiuto mancato” o “non riuscito”, invece. Ma se venissero accertate irregolarità gravi nello svolgimento delle competizioni, si aprirebbe in ogni caso la strada a interventi straordinari. Il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha già ipotizzato un possibile commissariamento del sistema calcistico. Anche il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, è chiamato a valutare eventuali provvedimenti, mentre non si escludono ripercussioni a livello internazionale, con il coinvolgimento della UEFA.
L’Inter
Sul fronte sportivo, l’Inter ha respinto ogni accusa. Il presidente Giuseppe Marotta ha dichiarato che il club è estraneo ai fatti. «Non abbiamo arbitri graditi o non graditi. Abbiamo sempre agito correttamente», ha affermato prima della partita contro il Torino. Marotta ha anche sottolineato come la società abbia appreso delle indagini esclusivamente attraverso i media, ribadendo la volontà di concentrarsi solo su obiettivi sportivi. Ma è vero che la stagione precedente è stata caratterizzata da episodi arbitrali controversi. In particolare, l’Inter ha contestato il mancato rigore in una partita contro la Roma, errore poi anche riconosciuto dagli organi arbitrali.
Statisticamente, Doveri ha arbitrato l’Inter 22 volte dal 2021, con un bilancio di nove vittorie, otto pareggi e cinque sconfitte. Anche la gara Inter-Verona del 2024 è stata oggetto di polemiche, con episodi contestati da entrambe le squadre.
Sullo sfondo: escort e calciatori
Come noto, invece, pochi giorni fa si è saputo dell’apertura, parallelamente all’indagine sportiva, di un’indagine della Procura di Milano che ha avviato un’inchiesta su un presunto giro di prostituzione legato a un’agenzia di eventi. Secondo gli inquirenti, circa settanta calciatori, prevalentemente di Serie A, avrebbero frequentato serate organizzate di una “società” con servizi che includevano locali esclusivi e incontri privati.
Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Bruna Albertini, parlano di un giro d’affari superiore a 1,2 milioni di euro in meno di due anni. Le attività si svolgevano in diversi locali milanesi, i clienti più facoltosi accedevano a zone riservate, con la presenza di escort e ragazze immagine.
Le intercettazioni descriverebbero un sistema strutturato: compensi elevati per le escort, percentuali sulle consumazioni, reclutamento continuo di nuove ragazze, con clienti che, secondo gli atti, potevano spendere fino a 3.000 euro a serata.
Le conversazioni registrate evidenziano la ricerca costante di nuove ragazze e l’organizzazione di eventi riservati a clienti selezionati, tra cui calciatori, imprenditori e altri personaggi noti. Una testimone ha dichiarato di essere stata invitata più volte a prostituirsi, mentre altre intercettazioni parlano di utilizzo di sostanze come il protossido d’azoto durante le feste.
Dalle analisi finanziarie emerge che circa 200 mila euro dei proventi sarebbero riconducibili a bonifici effettuati da calciator per pagare “i conti”. Le squadre coinvolte indirettamente includerebbero club di Serie A con dentro anche Inter e Milan.
In questo ambito si comincia a parlare del caso di una giovane donna che avrebbe dichiarato di essere rimasta incinta dopo un incontro con un calciatore dell’Inter.
Si tratta di elementi ancora oggetto di verifica, che saranno chiariti con maggiore chiarezza nel prosieguo delle indagini. E’ ovvio, però, che pare un crescendo di mare in tempesta che, quasi a orologeria, è esploso nel momento decisivo del finale di stagione. Tra sospetti di irregolarità sportive e vicende extracalcistiche, il sistema si trova nuovamente sotto pressione, con possibili ripercussioni istituzionali e disciplinari, e in prima linea di fuoco pare esserci proprio l’Inter che pare comunque attraversare le tempeste arrivando in porto per lo scudetto. Ma saranno le prossime settimane, con gli interrogatori e l’analisi delle prove, ad essere decisive per chiarire l’effettiva portata dei fatti.
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