Lazio

il Governo avvia un percorso con molte incertezze e difficoltà

«Dopo anni di tagli il Governo si rende finalmente conto che esiste un “problema casa”.

La previsione di portare a 1 miliardo e 700 milioni di euro lo stanziamento complessivo per rendere agibili 60.000 alloggi attualmente non utilizzabili di edilizia residenziale pubblica risponde solo in parte alle domande inevase presso Comuni e presso ex IACP  e non affronta il nodo di rilanciare il servizio abitativo pubblico con misure strutturali.

Il Piano Casa presentato il 30 aprile 2026 in CdM, in attesa di essere visionato nei testi che nei prossimi giorni verranno presentati, sembra lontano dall’affrontare la grave crisi abitativa, di fatto riproponendo un quadro carente di obiettivi senza considerare le urgenti priorità basate sui fabbisogni reali, soprattutto in relazione alle fasce in condizione di maggiore precarietà.

Si deve ribadire la mancata previsione di stanziamenti adeguati al fondo di sostegno all’affitto e per la morosità incolpevole, il primo privo di risorse da tre anni, necessari per affrontare l’emergenza e prevenire nuovi sfratti.

È grave e pericoloso quanto sarebbe stato deciso in merito ad una ulteriore accelerazione delle esecuzioni degli sfratti che, in gran parte, riguardano famiglie in gravi difficoltà economiche le quali, peraltro, attendono il contributo del fondo di sostegno all’affitto.

Desta forti perplessità il crescente ruolo attribuito ai soggetti privati per la realizzazione di alloggi a costi accessibili, che senza una precisa regia pubblica rischia di orientare gli interventi secondo logiche esclusivamente legate al mercato, anche speculativo, ed a favore della rendita immobiliare.

Un Piano Casa, del resto, in forte ritardo e discutibile nei modelli partecipativi, vista l’esclusione delle parti sociali di rappresentanza nei tavoli di confronto avvenuti presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti».

Lo dichiara in una nota Stefano Chiappelli, segretario generale SUNIA

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.

Scrivi un commento


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »