Commercio di vicinato, il Pd sostiene la proposta di Confesercenti

Il tema del commercio di vicinato finisce al centro del dibattito in Consiglio comunale. Il presidente della Seconda commissione Attività produttive, Nereo Tiso (Partito Democratico), ha depositato un ordine del giorno, sottoscritto anche dal gruppo consiliare del Pd, per appoggiare la proposta di legge popolare promossa da Confesercenti a favore della rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità.
L’obiettivo è chiedere al Governo l’introduzione di misure fiscali e finanziarie a sostegno dei piccoli negozi, considerati al tempo stesso attività economiche e presìdi sociali, soprattutto nei quartieri dove recentemente si è assistito a una progressiva chiusura degli esercizi.
«Negli anni il commercio di vicinato ha subito un significativo declino. La diminuzione, se non proprio l’assenza, di negozi nelle periferie urbane impone una riflessione – sottolinea il consigliere dem -. Il negozio, oltre a essere un’attività economica, è anche un presidio sociale e di aggregazione. Per i cittadini con scarsa mobilità, anziani e disabili, rappresenta un punto di riferimento che negli ultimi anni è venuto a mancare, lasciando un vuoto che ha bisogno di essere colmato».
Nel documento si evidenzia come il numero dei negozi di vicinato sia diminuito di circa il 14,3% rispetto al 2012 e come la chiusura delle attività commerciali produca effetti che vanno oltre l’economia, incidendo sulla qualità della vita, sulla sicurezza urbana e sulla tenuta delle comunità locali.
L’ordine del giorno richiama anche le iniziative già adottate dal Comune a sostegno delle imprese, tra cui gli incentivi per l’apertura di nuove attività di vicinato, i contributi destinati alle imprese coinvolte dai cantieri del tram e le misure di valorizzazione del commercio nei quartieri. Secondo il documento, però, gli strumenti a disposizione delle amministrazioni locali non sono sufficienti e serve un intervento dello Stato.
Tra le richieste avanzate figurano l’istituzione di un regime fiscale agevolato per le attività insediate nelle aree più fragili, nuove misure di sostegno economico e di semplificazione amministrativa, oltre alla creazione di un Osservatorio nazionale e di un Fondo dedicato alla rigenerazione urbana del commercio di prossimità.
«È una proposta che ha visto più volte l’attenzione da parte dell’amministrazione, avendo chiaro le difficoltà che, soprattutto le periferie, vivono per l’assenza di attività economiche e, talvolta, per la chiusura definitiva anche di negozi storici senza che questi abbiano ricambio», conclude Tiso.
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