Umbria

Cna Umbria: Pil quasi fermo, rischio decrescita, stime riviste al ribasso per il 2026

«Un anno iniziato sotto il peso di previsioni di crescita striminzite che rischiando, se possibile, di concluderersi anche peggio per l’Umbria»: è quanto emerge dal nuovo report realizzato per Cna Umbria dal centro studi Sintesi. Secondo l’associazione, le stime formulate a inizio anno sono oggi considerate troppo ottimistiche. «La previsione di una crescita del Pil di appena lo 0,7% fatta all’inizio dell’anno – afferma in una nota di Cna Umbria il presidente regionale, Michele Carloni – oggi viene considerata del tutto sovrastimata. La cosa più probabile è che ci sarà la perdita di un ulteriore mezzo punto, per un risultato finale di +0,2% rispetto al 2025, esattamente la metà di quanto stime per il Paese. Il tutto al netto di ciò che di peggio potrebbe ancora accadere se la crisi internazionale determinata dal conflitto in Medio Oriente dovrebbe continuare a bloccare l’approvazione e la circolazione dei combustibili fossili».

Report Nel documento gli investimenti, dopo il +4,3% registrato nel 2025 sull’anno precedente, sono indicati in crescita di un ulteriore 1,6%. Un dato che arriva nell’anno in cui è entrata in funzione la Zes, con forti incentivi per le imprese che investono in progetti di almeno 200 mila euro. Più debole, invece, il quadro dei consumi: «I consumi, che nel 2025 erano finalmente tornati ai livelli pre-Covid, nel 2026 si fermeranno a uno scarno + 0,4%, anche a causa della caduta. Il calo previsto nel 2026 per le esportazioni è dell’1%, mentre le maglie del credito continuano a stringersi ai danni delle micro e piccole imprese umbre».

Imprese Dopo alcuni segnali di ripresa, il report evidenzia anche un nuovo calo del numero complessivo delle imprese, pari al 2% a marzo 2026. Oggi in Umbria sono attive 77.589 imprese, di cui 19.204 artigiane, in calo del 5,8% rispetto al 2019. La flessione riguarda soprattutto agricoltura, manifattura e commercio, mentre crescono le attività nei comparti della ricettività e dei servizi. «Tra i dati positivi – aggiunge Carloni – c’è quello dell’occupazione, che negli ultimi sei anni è aumentata di 19.500 unità e che nel 2026 è sostanzialmente stabile (più 0,1%)».

Turismo Nella nota viene richiamata anche la dinamica del settore turistico. «Come già messo in evidenza da altre ricerche presentate nei giorni scorsi, in primis dal rapporto dell’Aur – è detto ancora nella nota – fino al 2025 abbiamo assistito a un’espansione del turismo in termini di arrivi e presenze, con un + 34,9% sul 2019 e con prospettive di crescita ulteriori per l’anno in corsa. Ma non illudiamoci che possa essere una crescita in grado di formare il sistema economico regionale. Per far crescere il sistema Umbria ci sarebbe bisogno di piani pluriennali mirati a rilanciare sia la manifattura che il settore delle costruzioni».

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