Sardegna

Sicurezza e artigianato: CNA Oristano inaugura il ciclo di incontri sulla prevenzione nei luoghi di lavoro

Oristano

Si parte dai cantieri per tracciare una rotta comune a tutti i comparti. Al centro della strategia formazione di qualità, coinvolgimento dei lavoratori e tutele bilaterali

Numeri definiti “impietosi” e un messaggio molto chiaro alle imprese dell’edilizia: la sicurezza nei cantieri non può restare chiusa nei cassetti aziendali, ma deve entrare nell’organizzazione quotidiana del lavoro e coinvolgere davvero i lavoratori. È questo il richiamo del primo seminario informativo promosso ieri dalla Cna di Oristano sulla sicurezza sul lavoro, ospitato nell’aula magna dell’ex Istituto di Scienze Religiose, in via Cagliari 181. L’appuntamento, dedicato in particolare al settore dell’edilizia, ha inaugurato un percorso che nei prossimi mesi coinvolgerà anche altri comparti dell’artigianato.

Ad aprire i lavori è stato Francesco Pinna, presidente della Cna di Oristano, che ha richiamato il valore concreto della prevenzione: “Oggi la sicurezza è un tema fondamentale nei cantieri, perché chi va al lavoro deve poter rientrare a casa in sicurezza”, ha detto. “Le normative cambiano continuamente ed è importante tenere informati i nostri associati sulle novità del settore. Questo incontro è solo l’inizio: la Cna proseguirà con altri appuntamenti”.

Il confronto è entrato poi nel merito degli obblighi e degli strumenti operativi per le imprese con l’intervento di Silvio Frongia, dello Studio S&C, che ha affrontato il tema della cultura della sicurezza e del corretto approccio alla normativa vigente. Frongia ha diffuso alcuni dati Inail riferiti al 2025: 416.000 infortuni in occasione di lavoro, esclusi quelli in itinere, 98.000 malattie professionali in forte incremento, in particolare legate a rumore, patologie osteoarticolari e sistema nervoso, e 792 morti in occasione di lavoro.

“Non si fa prevenzione se non si riescono a coinvolgere i lavoratori”, ha spiegato Frongia. “Se si continuano a produrre documenti sulla valutazione dei rischi che poi restano nel cassetto dell’azienda, è solo carta”.

Per rendere più immediato il confronto, ai partecipanti è stata distribuita anche una check-list con le principali verifiche da fare in azienda. Tra i punti richiamati ci sono l’agibilità e la destinazione d’uso dei locali, la conformità degli impianti elettrici, la verifica periodica della messa a terra, il piano di gestione delle emergenze, la nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, il documento di valutazione dei rischi completo degli allegati, la formazione dei lavoratori, l’addestramento sull’uso di attrezzature e dispositivi di protezione individuale, il registro delle manutenzioni e la segnaletica di sicurezza.

Spazio poi alla bilateralità, con gli interventi di Simona Guttuso, direttrice di Ebas Sardegna, e Marco Cherchi, direttore di Edilcassa Sardegna. Guttuso ha illustrato le prestazioni a disposizione delle imprese artigiane sul fronte della sicurezza. “Ci siamo soffermati sugli strumenti che Ebas mette a disposizione delle imprese”, ha spiegato, “a partire dai contributi per la formazione e per i costi sostenuti dalle aziende nella redazione e nell’aggiornamento del documento di valutazione dei rischi”.

La direttrice di Ebas Sardegna ha richiamato anche alcune misure più specifiche, tra cui il contributo per l’acquisto del defibrillatore, introdotto quest’anno, e il ruolo degli Rlst, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale. “È una figura obbligatoria per legge”, ha ricordato Guttuso, “e il sistema della bilateralità garantisce questo servizio alle imprese iscritte, con una copertura su tutto il territorio regionale”.

Cherchi ha invece inquadrato il tema nella fase attraversata dal settore delle costruzioni, dopo la stagione dei bonus fiscali e con un mercato sostenuto ora anche dai programmi del Pnrr. “In questo momento diventa importante analizzare i numeri della sicurezza”, ha detto. “Negli ultimi cinque anni, nonostante l’aumento delle ore lavorate e dell’occupazione in edilizia, gli infortuni sono diminuiti. È un segnale positivo, legato anche al numero di lavoratori formati: la formazione di qualità garantita dai sistemi della bilateralità rappresenta un valore aggiunto per raggiungere obiettivi concreti in termini di sicurezza”.

Tra gli strumenti illustrati figurano anche contributi per abbigliamento, formazione e aggiornamento professionale, sostegni per la frequenza dei figli agli asili nido, centri estivi e gite scolastiche, borse di studio, rimborsi per spese di trasporto e sanitarie, oltre alle prestazioni rivolte direttamente alle imprese e ai lavoratori previste dagli enti bilaterali.

Le conclusioni sono state affidate ad Andrea Corona, segretario della Cna di Oristano, che ha insistito sulla necessità di rafforzare “una cultura più profonda della sicurezza nei luoghi di lavoro, per il sistema delle imprese e per il mondo dei lavoratori e delle lavoratrici”. Secondo Corona, serve “amplificare il sistema della sicurezza anche attraverso procedure di cultura aziendale diffusa”. Il segretario della Cna ha ricordato inoltre il recente protocollo sottoscritto a livello nazionale tra Cna e Inps, orientato a favorire maggiore attenzione, preparazione specifica e strumenti più efficaci per aziende e lavoratori.

Il seminario sull’edilizia rappresenta il primo passo di un programma più ampio con cui la Cna di Oristano punta ad accompagnare le imprese artigiane nell’aggiornamento sugli obblighi di legge, ma anche nella costruzione di un approccio più concreto alla prevenzione, calibrato sulle esigenze dei diversi settori produttivi.

Sabato, 16 maggio 2026

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