Sardegna

Cibo, agricoltura e medicina: al Distretto rurale Giudicato d’Arborea si indaga sul legame tra ambiente e longevità – Video

Palmas Arborea

Vino, pane, olio e miele al centro del progetto che promuove salute ed educazione alimentare

Agricoltura, alimentazione e medicina per approfondire il legame tra stili di vita, ambiente e longevità. È stato questo il filo conduttore del convegno promosso dal distretto rurale del Giudicato di Arborea.

L’incontro dal titolo “Nuove acquisizioni con la Ricerca sul territorio. Ambiente e longevità: confronti trasversali tra ambiente, agricoltura e medicina” si è svolto nella sede di Palmas Arborea e ha permesso di approfondire gli spunti di riflessione emersi dagli studi presentati dagli esperti di Agris, dell’Università di Cagliari e da ISPA CNR di Sassari.

L’appuntamento è stato dedicato alla ricerca e alle nuove prospettive sul benessere, mettendo in relazione il patrimonio agroalimentare della Sardegna con gli studi scientifici sulle cause della longevità. Al centro del dibattito il ruolo della dieta mediterranea, della biodiversità e delle produzioni locali nella tutela della salute.

L’iniziativa è nata nell’ambito della Legge regionale n.17 e finanziata dalla Regione Sardegna. «La nostra programmazione guarda al territorio a tutto tondo e la ricerca rappresenta una priorità. Grazie alla collaborazione con l’Università di Cagliari abbiamo promosso un convegno di alto livello dedicato alla longevità e ai fattori che la sostengono. L’obiettivo è valorizzare il legame tra benessere e prodotti agricoli della tradizione sarda, come vino, pane, formaggio, olio e miele, evidenziando il ruolo dell’alimentazione nel tempo. Continueremo a investire nella ricerca come strumento di crescita, conoscenza e valorizzazione del territorio», ha commentato il presidente Distretto Rurale del Giudicato d’Arborea, Pietro Paolo Erbì.

Eleonora Marongiu, coordinatrice Distretto ha aggiunto: «Il progetto punta a promuovere una nuova cultura del benessere attraverso l’educazione ambientale e alimentare, valorizzando il legame tra territorio, produzioni locali e dieta mediterranea. Un percorso costruito grazie alla collaborazione con l’Agenzia del Lavoro, Agris Ricerche e il mondo medico-scientifico, con la partecipazione del dottor Germano Orrù. Attraverso queste azioni il Distretto vuole rafforzare il valore delle eccellenze agroalimentari locali, promuovendo uno sviluppo che non sia soltanto economico, ma orientato alla qualità della vita e al benessere delle comunità.»

Parola poi agli esperti con l’intervento di Antonio Soddu Pirellas, ricercatore Agris Regione Sardegna: «La Sardegna rappresenta un vero e proprio laboratorio a cielo aperto: un ambiente che ha favorito la presenza di persone longeve e in buona salute. La nostra ricerca è partita dalle radici di questo fenomeno, analizzando in che modo gli alimenti e la dieta mediterranea tradizionale dei nostri padri e dei nostri nonni abbiano influito sulla qualità della vita. Le piante, i loro metaboliti secondari e la qualità degli alimenti possono contribuire ad accendere o spegnere determinati geni. Per questo riteniamo fondamentale il collegamento tra ricerca botanica, ricerca agronomica e ambito medico: non compartimenti separati, ma discipline che collaborano per comprendere le cause profonde della longevità. La dieta mediterranea è stata riconosciuta dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità nel 2010. Noi stiamo andando oltre, verso il patrimonio materiale, cioè gli alimenti che la compongono. Partendo dalle terre dell’Aquilegia, l’Ogliastra, terra simbolo della longevità, abbiamo osservato che questa dieta è diffusa in tutta la Sardegna e presenta forti analogie con la tradizione alimentare greca. L’obiettivo è valorizzare le filiere corte e gli alimenti base della dieta mediterranea, approfondendo quali fattori epigenetici, cioè quali alimenti e composti naturali, siano determinanti per il benessere. Gli studi internazionali mostrano che i cibi ultra-processati favoriscono stati infiammatori; al contrario, i prodotti locali, le erbe spontanee e la biodiversità alimentare sarda possono avere effetti protettivi e antiossidanti. Anche l’Oristanese offre esempi importanti: dalla salicornia degli stagni, ricca di polifenoli, a numerose specie vegetali con proprietà potenzialmente benefiche per la salute. La collaborazione tra Università di Sassari, Università di Cagliari e sistema della ricerca regionale ci consente di affrontare il tema in una prospettiva internazionale. In questo modo la Sardegna può diventare un punto di riferimento non solo per gli studi sulla longevità, ma anche per un turismo consapevole, legato al benessere, all’alimentazione e alla qualità dell’ambiente.»

Germano Orrù, professore ordinario di Biologia Molecolare, Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Cagliari; responsabile del Laboratorio di Biologia Molecolare dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari: «Oggi sappiamo che per vivere in salute è necessario lavorare in squadra, attraverso un approccio multidisciplinare. Il medico e il ricercatore in ambito sanitario devono dialogare con chi opera nel settore agrario, perché la qualità della salute parte anche dalla qualità degli alimenti che arrivano dalla terra. L’alimento sano deve essere studiato e valutato sia dal punto di vista agronomico sia attraverso analisi di laboratorio e approfondimenti medici: solo così è possibile chiudere il cerchio e comprendere pienamente il rapporto tra nutrizione, ambiente e benessere. È un modello che si sta affermando a livello internazionale e che trova riscontro anche nelle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: la longevità non significa semplicemente vivere più a lungo, ma vivere bene gli anni che abbiamo a disposizione, mantenendo il più possibile una buona qualità della vita. Nei Paesi occidentali, infatti, a fronte di un’aspettativa media di vita di circa 82 anni, una parte significativa degli ultimi anni è caratterizzata da patologie degenerative spesso legate agli stili di vita, all’alimentazione e anche alle condizioni ambientali. Per questo il ruolo di un convegno come quello promosso dal Distretto Rurale del Giudicato di Arborea è quello di creare un primo importante momento di confronto e collaborazione tra discipline diverse. Università di Cagliari, Agris Sardegna, CNR e altri enti di ricerca possono mettere insieme competenze ed esperienze per sviluppare conoscenza e produrre benessere per il territorio. Un aspetto fondamentale è che la valorizzazione del prodotto sano non ha solo una ricaduta sulla salute delle persone, ma può generare anche nuove opportunità economiche e di sviluppo per le comunità locali.»

Antonio Barberis, responsabile della sede di Sassari dell’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del CNR: «A Sassari ci occupiamo principalmente di biodiversità e alimentazione. Il nostro lavoro è rivolto alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio vegetale della Sardegna: custodiamo le varietà locali, conservandole all’interno di un campo collezione presente a Oristano, e svolgiamo attività di ricerca sulle piante per individuare composti naturali di interesse per la salute. In particolare studiamo i fitocomplessi, ovvero insiemi di molecole bioattive presenti nelle piante, tra cui i nutraceutici, sostanze che possono avere effetti benefici sull’organismo.»

A Palmas Arborea Antonio Barberis ha approfondito il ruolo della biodiversità nella ricerca e nell’alimentazione. «Abbiamo presentato il lavoro svolto dal nostro istituto nella conservazione delle piante, illustrando alcune delle varietà custodite nel nostro campo collezione e il sistema di rete creato per proteggere e valorizzare questo patrimonio. Abbiamo parlato inoltre dei progetti di ricerca sviluppati nel tempo e di quelli attualmente in corso, con particolare attenzione allo studio dei fitocomplessi e alle loro potenziali applicazioni anche in ambito medico, compresa la ricerca su molecole naturali di interesse per il contrasto alle patologie tumorali.»

Lunedì, 3 agosto 2026

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