Addio a Chicchino Tomasi, il campione di boxe e uno dei personaggi della vecchia Oristano
Oristano dice addio a Francesco Tomasi, per tutti “Chicchino”, storico pugile professionista e presidente della Folgore Boxe Oristano, scomparso oggi all’età di 86 anni.
Con lui se ne va uno dei simboli dello sport cittadino, protagonista di una lunga carriera sul ring e punto di riferimento per intere generazioni di pugili.
Classe 1939, Tomasi iniziò la carriera professionistica nel 1958. Per circa dieci anni combatté ai massimi livelli, portando il nome di Oristano anche all’estero. Salì sul ring in Inghilterra, a Liverpool, ma anche in India, Malesia e Arabia Saudita, distinguendosi per una carriera di assoluto valore. Il suo ultimo incontro da professionista si disputò a Genova, come ha ricordato nelle sue cronache il giornalista e scrittore Beppe Meloni.
Il nome di Chicchino Tomasi resterà indissolubilmente legato alla Folgore Boxe, storica società fondata nel 1952 da Gigi Iriu e successivamente guidata da Rino Pinna. Dopo aver affiancato la palestra come tecnico e dirigente, Tomasi ne assunse la presidenza, continuando a trasmettere ai giovani la passione per la “nobile arte”. Il testimone è stato raccolto dal figlio Gianfranco, oggi allenatore della società, mentre l’altro figlio, Walter, ha combattuto per oltre undici anni, prima di dedicarsi all’insegnamento come docente di Lettere.
Nel corso della sua vita Chicchino Tomasi si è distinto anche per il suo impegno nel sociale. Nel 2018 fu testimonial, insieme a Benito Urgu, dell’iniziativa benefica “Gli aiutanti di Babbo Natale”, dedicata alla raccolta di generi alimentari e prodotti per l’igiene destinati alle famiglie in difficoltà.
Numerosi i messaggi di cordoglio. Commosso il ricordo dell’amico Benito Urgu: “Franco, hai lasciato un segno grande nella mia vita. I tuoi racconti, le tue bravate che facevano sorridere e i ricordi della nostra infanzia resteranno per sempre nel mio cuore. Ti ho voluto tanto bene”.
Il Comitato Territoriale del Centro Sportivo di Oristano ha espresso la propria vicinanza alla presidente Lucia Tomasi e a tutta la famiglia, ricordando Chicchino come «un grande uomo di sport, uno storico personaggio di Oristano e un grande atleta», interpretando il sentimento dell’intero movimento sportivo oristanese.
Anche il giornalista Angelo Porcheddu, in un ricordo pubblicato su La Nuova Sardegna, ne ha tracciato il profilo umano e sportivo, definendolo “un welter naturale, un pugile che prometteva molto”. Ha ricordato la sua serietà, la disciplina e il carattere che lo rendevano benvoluto da tutti, sottolineando come sul ring fosse un atleta coraggioso e potente, mentre fuori fosse un uomo buono, stimato e rispettato. “Le sue vittorie” ha evidenziato Angelo Porcheddu, “erano il frutto di sacrificio, allenamenti e di una passione mai venuta meno, quella di una generazione di pugili che ha contribuito a scrivere una delle pagine più belle della boxe sarda”.
A chiudere il ricordo è il commovente messaggio della figlia Lucia, insegnante di Scienze motorie, che racconta con semplicità gli ultimi istanti di vita del padre: “È andato via in un minuto, senza dolore. Aveva freddo e ha chiesto una copertina. Dopo pochi istanti non c’era più”.
Nel suo ricordo c’è anche un pensiero per la madre Caterina, “una grande donna, sempre presente accanto ai figli e a lui in ogni momento della vita”.
Con la scomparsa di “Chicchino” Tommasi, Oristano perde uno dei suoi campioni più autentici. Resta il ricordo di un uomo che ha saputo rappresentare con orgoglio la città dentro e fuori dal ring, lasciando un’eredità di sport, passione, umiltà e valori destinata a vivere nella storia della Folgore Boxe e nella memoria di quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo. [ Elia Sanna ]
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