ChriSmart Working: i dipendenti preferiscono il lavoro ibrido per vivere meglio le festività natalizie
In molti settori le vacanze di Natale non bastano per fermare il lavoro ma possono cambiare il modo di svolgerlo. Infatti già da alcuni anni diverse aziende concedono ai loro dipendenti maggiore flessibilità nei tempi e luoghi di lavoro mentre è un’indagine recente condotta da Espresso Communication a confermare come la soluzione ibrida sia considerata il giusto compromesso tra produttività e benessere dei dipendenti. Stando ai dati emersi dalla ricerca, oltre 8 persone su 10 – l’83% – trova nel lavoro ibrido la combinazione ideale tra collaborazione e autonomia, in particolare nei periodi dell’anno in cui si vuole trascorrere il tempo con i propri cari come quello natalizio.
Ecco quindi che si parla di «ChriSmart Working» ovvero un modello di lavoro pensato per adattarsi alle festività di Natale poiché offre ai dipendenti maggiore autonomia e il giusto «work-life balance». È Debora Moretti, Co-CEO di Zeta Service, società specializzata in payroll outsourcing, amministrazione del personale, consulenza del lavoro e HR nonché realtà che già applica questo modello, ad argomentare: «Oggi il lavoro non è più un perimetro rigido distinto dalla vita delle persone ma un sistema che deve saper dialogare con le loro esigenze reali. Le settimane che precedono il Natale sono un momento spesso carico di impegni personali e riconoscere questa realtà significa costruire una cultura aziendale basata sulla fiducia e sul rispetto reciproco. La flessibilità non è una concessione: è un modo per valorizzare il contributo quotidiano delle persone, migliorare il loro benessere e permettere a ciascuno di dare il meglio di sé senza sacrificare ciò che è importante nella propria vita privata».
In merito, il 28% degli intervistati afferma di voler lavorare totalmente da remoto anziché in presenza nonostante oltre la metà – il 51% – trova il lavoro ibrido come un’alternativa comoda tra l’attività in ufficio e quella a distanza. Questa esigenza però si evidenzia soprattutto tra le generazioni più giovani o lavoratori con figli pertanto la necessità di adattare gli orari e luoghi di lavoro non è un lusso ma diventa un motivo valido e concreto per stare in famiglia: il «ChriSmart Working» intercetta bisogni trasversali e coinvolge persone di età ed esperienze diverse, diventando una risposta pratica al classico e temuto effetto dicembre con spostamenti da incastrare, impegni familiari che si moltiplicano e scadenze che incombono.
«Oggi il lavoro non è più un perimetro rigido distinto dalla vita delle persone ma un sistema che deve saper dialogare con le loro esigenze reali» afferma Moretti e prosegue «Le settimane che precedono il Natale sono un momento spesso carico di impegni personali e riconoscere questa realtà significa costruire una cultura aziendale basata sulla fiducia e sul rispetto reciproco. La flessibilità non è una concessione: è un modo per valorizzare il contributo quotidiano delle persone, migliorare il loro benessere e permettere a ciascuno di dare il meglio di sé senza sacrificare ciò che è importante nella propria vita privata. Proprio per questo abbiamo comunicato alle nostre persone che, a partire da gennaio, il nostro modello organizzativo farà un ulteriore passo avanti in termini di flessibilità. Superiamo la logica dei due giorni fissi a settimana in presenza e introduciamo una presenza minima mensile, pari ad almeno otto giornate in ufficio, pianificate insieme alla propria figura responsabile in base alle esigenze del team e dei progetti. Un modello che prevede attenzioni specifiche per genitori, caregiver e situazioni di fragilità e che ribadisce un principio per noi non negoziabile: il diritto alla disconnessione. È una scelta che cambia concretamente il modo di lavorare, perché sposta il focus dal controllo del tempo alla responsabilità sui risultati, rafforzando sempre di più una visione del lavoro sostenibile, inclusiva e attenta al benessere, senza rinunciare a qualità, produttività e senso di appartenenza».
Il «chrismart working» non è solo una risposta pratica a settimane complicate ma un segnale di evoluzione della cultura aziendale dove il lavoro si modella alle persone, e non viceversa: in questo modo il Natale smette di essere una deroga alle regole e diventa un’occasione per riscriverle con più consapevolezza e visione.
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