“C’è un modo per ottenere un rimborso?”: compra i biglietti dei Demon Hunter convinta di andare a KPop Demon Hunters. La band metal fa causa a Netflix per “notevole confusione” sul marchio
Una causa che sembra uscita da una commedia, ma che per i “Demon Hunter” potrebbe avere conseguenze molto concrete. La band metal americana ha deciso di portare Netflix in tribunale perché sostiene che il successo di KPop Demon Hunters abbia generato confusione tra il pubblico e danneggiato il loro marchio. La vicenda nasce da una somiglianza di nomi che, con il successo planetario del film d’animazione Netflix, sarebbe diventata tutt’altro che teorica. Da una parte ci sono i Demon Hunter, formazione statunitense attiva da circa 25 anni e conosciuta per il suo metal dalle forti tematiche cristiane. Dall’altra c’è KPop Demon Hunters, il film d’animazione che ha trasformato una storia di idol coreane impegnate a combattere i demoni in un fenomeno internazionale.
A muoversi legalmente è Hyde Lane, la società che rappresenta e produce i Demon Hunter. Secondo quanto sostenuto nella causa, Netflix e AEG Presents avrebbero contribuito a creare una “notevole confusione” tra i consumatori. L’esempio più curioso riguarda una persona che avrebbe acquistato per circa 500 dollari alcuni biglietti di prima categoria per un concerto dei Demon Hunter ad Albany, nello Stato di New York. Il problema? Sarebbe stata convinta di aver comprato i biglietti per uno spettacolo legato a KPop Demon Hunters, che avrebbe voluto vedere insieme alle sue figlie.
La richiesta arrivata alla band rende perfettamente l’idea dell’equivoco: “C’è un modo per ottenere un rimborso o un credito o qualcosa del genere? Se non ottengo il rimborso non potrò acquistare i biglietti per il vero show di KPop Demon Hunters Show”. Un errore di acquisto che, secondo la band, non sarebbe un caso isolato. Nella documentazione della causa vengono citati anche altri episodi: contatti professionali arrivati ai Demon Hunter da persone convinte che il gruppo avesse un legame con il film e menzioni errate sui social.
Il nodo è il marchio
Dietro la parte più curiosa della vicenda c’è però una questione commerciale e legale piuttosto seria. I Demon Hunter hanno registrato il proprio nome come marchio per attività legate alla musica e al merchandising nel 2022 e hanno successivamente chiesto una tutela anche per le esibizioni dal vivo.
Netflix, dal canto suo, ha registrato KPop Demon Hunters come marchio per diverse categorie di merchandising. La band chiede quindi al tribunale di impedire l’utilizzo del nome “Demon Hunters” in determinati ambiti legati alla musica, agli spettacoli dal vivo e ai prodotti commerciali. È stata inoltre avanzata una richiesta di risarcimento, anche se l’ammontare non è stato reso noto.
Una coincidenza diventata un problema
La particolarità della causa sta proprio nel successo enorme raggiunto da KPop Demon Hunters. Quella che sulla carta potrebbe sembrare soltanto una somiglianza tra due nomi è diventata, secondo la band americana, una questione capace di incidere concretamente sulla propria attività. Per i Demon Hunter, quindi, il problema non è che un film famoso abbia un nome simile al loro. Il punto è che alcuni consumatori potrebbero non riuscire più a distinguere immediatamente tra il gruppo metal e il franchise animato. La parola ora passa al tribunale.
Source link




