“Per un problema del sistema non si poteva acquistare online il biglietto per portare il cane in treno, nessuno sapeva aiutarmi. Ora mi è arrivata una multa da oltre 300 euro”: la denuncia di Eleonora Berretti
Un biglietto per il cane che non si riesce ad acquistare, una multa che invece arriva puntuale e, più di un anno dopo, un’ingiunzione di pagamento da oltre 300 euro. È la vicenda raccontata dal Corriere della Sera di Eleonora Berretti, medico psichiatra di 39 anni, che il 9 luglio 2025 viaggiava su un treno regionale con Artù, il suo Maltese di tre anni e circa cinque chili di peso. Secondo quanto riferito dalla donna al quotidiano, il problema sarebbe nato al momento di acquistare il biglietto per l’animale. La dottoressa sostiene infatti di aver provato a farlo online, ricevendo però dal sistema il messaggio: “Il servizio non è vendibile in Emilia-Romagna”.
La questione non è irrilevante. Sui treni regionali, infatti, il cane può viaggiare fuori dal trasportino a determinate condizioni, tra cui guinzaglio, museruola e acquisto dell’apposito titolo di viaggio. Nel caso raccontato da Eleonora Berretti, proprio la possibilità di acquistare quel biglietto sarebbe venuta meno. La donna aveva il proprio abbonamento, mentre Artù, il suo cane Maltese, viaggiava senza trasportino. Quando è arrivata il momento dei controlli, le sarebbe stato contestato il fatto che il cane non disponesse del biglietto previsto. La donna, però, sostiene di aver spiegato immediatamente il problema e di aver cercato una soluzione: “Era il 9 luglio 2025 e viaggiavo su un treno regionale con il mio cane, Artù, un Maltese di tre anni che pesa circa 5 chili. Io avevo regolarmente il mio abbonamento. Quando è arrivato il controllore, mi ha detto che, non avendo Artù il trasportino, avrei dovuto acquistare anche per lui un biglietto”.
Il punto, secondo il suo racconto, è che quel biglietto aveva già provato ad acquistarlo: “Sì. Avevo cercato di acquistarlo online, ma il sistema mi restituiva il messaggio: ‘Il servizio non è vendibile in Emilia-Romagna’. Durante il controllo ho quindi spiegato la situazione e chiesto come potessi regolarizzare la posizione. Mi è stato risposto che in quel momento non era possibile acquistare il biglietto per il cane per un problema dei sistemi’”. A quel punto, secondo quanto raccontato dalla donna al Corriere, sarebbe stata prospettata anche un’alternativa: acquistare un biglietto per un bambino.
Una soluzione che Berretti non avrebbe ritenuto praticabile, perché i biglietti sono nominativi: “A voce mi hanno spiegato che avrei potuto acquistare un biglietto per un bambino, ma quei biglietti sono nominali. Ho quindi continuato a chiedere quale fosse la procedura corretta e come potessi acquistare il titolo previsto per il cane. Mi hanno detto che non erano in grado di spiegarmi come procedere. In sostanza, in quel momento non c’era la possibilità di acquistare il biglietto per il cane. Mi è stato persino suggerito di prendere la multa e poi contestarla”. La sanzione, secondo quanto riferito nell’intervista, era di circa 80 euro in caso di pagamento immediato e di 100 euro entro qualche giorno. La donna ha però deciso di non pagare sul posto: “Mi sembrava un’ingiustizia, perché avevo cercato di acquistare il biglietto e non era stato possibile. Ho quindi preferito non pagare sul posto e presentare un reclamo”.
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