Abruzzo

Marsilio si assuma le sue responsabilità, la prevenzione è stata smantellata


«Altro che colpa degli ambientalisti: Marsilio si assuma le sue responsabilità». Alessio Monaco, consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, interviene sull’emergenza incendi che sta interessando l’Abruzzo e in particolare il Monte Morrone, contestando la gestione della prevenzione e le dichiarazioni del presidente della Regione Marco Marsilio.

Secondo Monaco, di fronte alla situazione in corso «la cittadinanza si aspetterebbe dai vertici della Regione rendiconti precisi, dati e trasparenza sulle azioni preventive ed economiche programmate». Il consigliere critica invece quella che definisce una strategia volta a spostare l’attenzione dalle responsabilità amministrative.

«Basta addossare le colpe a chi tutela la natura o invocare fantomatici comitati ambientalisti pronti a incatenarsi agli alberi pur di non aprire i sentieri – afferma Monaco –. È un’affermazione ad effetto, adatta al clamore mediatico e alla propaganda, usata unicamente per deviare l’attenzione dall’amministrazione attiva».

L’esponente di Avs richiama quindi le competenze regionali in materia di programmazione delle risorse, manutenzione delle piste e individuazione della viabilità di soccorso, facendo riferimento all’articolo 3 della legge 353 del 2000.

«Se esistono progetti, delibere o atti fermi per l’opposizione degli ecologisti nell’area del Morrone, la Regione mostri i documenti – prosegue –; altrimenti siamo davanti all’ennesimo alibi inconsistente e a uno scaricabarile dialettico».

Per Monaco, l’attuale vulnerabilità del territorio sarebbe anche il risultato di scelte compiute negli anni sul sistema dei presidi nelle aree interne. Il consigliere cita in particolare la soppressione delle Comunità montane decisa nel 2011 dalla giunta regionale guidata da Gianni Chiodi.

«Erano enti locali dotati di uomini, mezzi ed equipaggiamenti dedicati alla cura ordinaria delle zone interne, alla pulizia del sottobosco e alla manutenzione della rete viaria di montagna», sostiene Monaco.

A questo, secondo il consigliere, si sarebbe aggiunta a livello nazionale la soppressione del Corpo forestale dello Stato durante il governo Renzi, con la conseguente riduzione della presenza di comandi e stazioni nelle zone montane.

«La fragilità a cui assistiamo ha radici chiare nella visione e nei provvedimenti della destra abruzzese e delle politiche nazionali», afferma Monaco, che chiede ora un cambiamento nell’organizzazione regionale.

Nel mirino anche la Protezione civile. «Non servono polemiche né annunci estemporanei a fiamme vive: la Protezione civile regionale deve essere rifondata – sostiene il consigliere –. Occorre tornare a una programmazione seria, fatta nei tempi giusti e capace di coinvolgere attivamente tutti i livelli territoriali, affinché la cura e la tutela dei boschi diventino un lavoro ordinario nei mesi autunnali e invernali».

Monaco rilancia inoltre la richiesta di un Piano regionale di adattamento ai cambiamenti climatici. «Invece di rincorrere le emergenze e cercare capri espiatori, la Regione approvi finalmente il Piano – conclude –. Ai cittadini del Morrone e dell’Abruzzo servono bilanci chiari sui fondi allocati, il ripristino delle funzioni di manutenzione nei territori e l’assunzione di una precisa responsabilità politica per difendere ciò che resta del nostro patrimonio naturale».


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